Sicurezza
Giovedì a Ospedaletto era stata chiusa la seconda linea, ieri, a causa degli sforamenti ha serrato i battenti anche la prima
Diossine fuori limite, chiuso l'inceneritore
Candida Virgone
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L’inceneritore di OspedalettoMarconcini: «Intanto faremo i lavori previsti e riapriremo quando tutto sarà in sicurezza»
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PISA. Spento definitivamente, a tempo per ora indeterminato, l'inceneritore di Ospedaletto. Anche ieri si sono registrati degli sforamenti sulle emissioni di diossine, per quanto, precisano da Geofor, del tutto parziali. «Per questo - spiega il presidente Paolo Marconcini - si è deciso di spegnere, per tutelare la salute dei cittadini». Ieri è stata spenta anche la linea uno, dopo che giovedì scorso era stata interrotta la due. Alla base del problema, probabilmente, la presenza, data dalla raccolta differenziata, di più rifiuti secchi rispetto all'umido, che determinano una combustione troppo veloce. «Una problematica - aggiunge Marconcini - comune a tanti impianti e che presuppone diversi criteri di gestione. Sarà l'occasione per anticipare i lavori alla struttura, ormai vecchia, con una spesa fra i 16 e i 20 milioni di euro». Da Geofor nessuna anticipazione sui tempi che richiederà questo intervento. «Quello che ci vorrà - dice Marconcini - nel frattempo i rifiuti verranno stoccati a Gello e nella discarica di Legoli a Peccioli». «La verifica interna dei dati relativi alle emissioni dell'impianto di termovalorizzazione di Ospedaletto - hanno chiarito i tecnici di Geofor - ha segnalato un disallineamento parziale, seppur limitato, rispetto alla norma. Per senso di responsabilità e seguendo come sempre il criterio del massimo scrupolo nel rispetto della salute dell'ambiente, dei cittadini e dei lavoratori impiegati, d'accordo con le autorità competenti, abbiamo deciso di chiudere anche l'altra linea dell'impianto. Quindi l'impianto si arresta totalmente e saranno anticipati i lavori di manutenzione straordinaria già previsti, per il rinnovo dei filtri a manica e per una prima revisione della struttura in modo da monitorare tutte le fasi del processo di combustione, compreso un aumento dei carboni attivi per il contenimento delle emissioni. I tecnici sono al lavoro per capire le ragioni di questa discontinuità dei dati, anche rispetto all'andamento storico del termovalorizzazione entro i limiti della norme di legge. Si sta facendo attenzione anche alla mutata composizione del rifiuto in arrivo in seguito all'aumento consistente della raccolta differenziata, che oggi si attesta sul 45%. Arrivano infatti ad Ospedaletto rifiuti sempre meno umidi e più "secchi" con diversa capacità comburente. Tale fenomeno si sta registrando in diversi altri impianti del Paese e presuppongono probabilmente la modifica dei criteri di gestione. L'impianto riaprirà una volta effettuate tutte le verifiche e svolti i necessari controlli da parte delle autorità e sarà seguito da un piano di monitoraggio condiviso con gli tutti gli enti interessati».
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