Attenzione
Alluvione, indagine archiviata
Giovanni Parlato
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Pardini e sopra largine rotto La rottura dell'argine del Serchio fu un evento imprevedibile
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PISA. Archiviata l'indagine aperta dalla procura di Pisa in seguito all'alluvione avvenuta il giorno di Natale 2009 quando finirono sott'acqua, per l'esondazione del Serchio, la zona industriale di Migliarino e l'abitato di Nodica, nel comune di Vecchiano. L'indagine, contro ignoti, non ha individuato responsabilità personali e si è conclusa stabilendo che l'ondata di piena che portò a fratturare l'argine del fiume, fu un evento eccezionale e imprevedibile. Per questo la procura di Pisa ha chiesto e ottenuto dai rispettivi giudici per le indagini preliminari l'archiviazione delle indagini. Mentre la procura di Lucca sta ancora continaundo l'indagine di sua competenza territoriale. Rodolfo Pardini era allora il sindaco di Vecchiano. «Mi aspettavo questo tipo di conclusione - dice Pardini -. La piena del Serchio era andata oltre le segnalazioni e ricordo quando si ruppe l'argine vicino Nodica, c'era ancora un metro di sicurezza e la rottura avvenne con una rapidità tale che non dette la possibiltà di intervenire». Lo sfondamento avvenne poco dopo le 9 della mattina di Natale e l'allora sindaco Pardini, insieme al comandante dei vigili del fuoco di Pisa, stava ispezionando la zona per cercare di capire cosa fare. «Ma poi non potemmo fare nulla - sottolinea Pardini -. Da un piccolo sormonto, il Serchio portò via oltre 160 metri d'argine scavando un profondo canale, fu impressionante. Naturalmente, prendo atto che anche la magistratura, dopo le verifiche del caso, sia arrivata alla conclsuione che si trattò di un evento imprevedibile. Siamo stati fortunati perché non ci sono state vittime, e questo lo dico alla luce dei recenti fatti». Ma resta una nota negativa: quella dei rimborsi agli alluvionati, sia imprese private che cittadini. «Dovevano essere date più risorse e anche, soprattutto, per la messa in sicurezza del fiume. Sono ancora in corso lavori di consolidamento e rialzamento dell'argine a Filettole, mentre è stato completato l'argine a Nodica. Ma sono interventi insufficienti e non son so cosa potrebbe accadere ora di fronte ad una piena simile a quella del 2009 perché l'Autorità di bacino del Serchio ha richiesto 55 milioni di euro per consolidare gli arigini esistenti e di questi soldi non si è visto neanche un euro». E l'attuale amministrazione vecchianese è soddisfatta di come si sia conclusa la questione dei rimborsi alle famiglie e alle imprese? «Siamo parzialmente soddisfatti - è la risposta del sindaco Giancarlo Lunardi -. Lo sforzo della Regione è stato notevole, ma non è stato sufficiente a rispondere alle esigenze di tutti i danneggiati». Mentre sull'archiviazione dell'indagine della magistratura, Lunardi afferma di «prendere atto del lavoro della magistratura che ha fatto accertamenti accurati attraverso verifiche e perizie, pertanto è una conclusione attendibile e che risponde anche alle richieste di quel momento di accertare eventuali responsabilità. Naturalmente, le opere da fare rimangono: c'è la necessità di trovare risorse nazionali da destinare al rafforzamento degli argini del Serchio e all'eliminzione di ponti, come quelli di Ripafratta e Migliarino, che costituiscono una strozzatura per il fiume. La giustizia ha fatto la sua parte e ora starà alla politica, a livello nazionale e regionale, di affrontare i problemi ancora aperti».
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