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Pisa

L’EMERGENZA

Oltre 160 rom sulla Bigattiera, il campo verso la chiusura definitiva

F.L.
Oltre 160 rom sulla Bigattiera, il campo verso la chiusura definitiva

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 PISA. Il campo rom abusivo sulla Bigattiera dovrà essere smantellato definitivamente. Per ragioni sia igieniche che di sicurezza. Tra l'altro, le presenze sono anche aumentate per l'arrivo di nuclei familiari provenienti da altri comuni.  Sul problema si è tenuto un incontro voluto dall'assessore comunale al sociale Maria Paola Ciccone (presidente della Società della Salute) con assessori e rappresentanti di Società della Salute delle zone da dove arrivano i nuovi occupanti.  Nel campo si trovano ora 163 persone (di cui 87 minori), per lo più di nazionalità macedone, dopo che 54 rom sono giunti da Livorno, Santa Croce, San Miniato, Calcinaia e Cascina. «La situazione igienico-sanitaria e di ordine pubblico non consente di mantenere oltre questo insediamento. In base agli accordi con la Regione, occorre aprire un percorso che ne comporti la definitiva chiusura», si legge nel verbale.  Per gli ultimi arrivati è stato così deciso di aprire «progetti di inclusione sociale che consentano un rientro nei territori di provenienza». E tali percorsi «dovranno prevedere la partecipazione attiva dei nuclei familiari rom interessati, anche attraverso una compartecipazione alle spese, in vista del raggiungimento di una loro autonomia dai servizi».  Ulteriori incontri dovranno definire i progetti, in modo da attingere «immediatamente alle risorse regionali». Il Comune di Pisa vuole nel frattempo evitare che si interrompa la frequenza scolastica dei minori, con la collaborazione dei genitori. E gli occupanti più "anziani"? In molti casi la questione è affidata a quelli che saranno gli interventi voluti dalle autorità di pubblica sicurezza.  «L'intesa di massima raggiunta - commenta Ciccone - è un fatto nuovo sia per la concertazione tra Comuni su un tema così delicato e impopolare; sia per la compartecipazione economica delle famiglie rom ai progetti finanziati dalla Regione». L'assessore sottolinea anche «il coinvolgimento del volontariato, in particolare della Pubblica Assistenza del litorale, per superare le difficoltà della fase intermedia rispetto al rilascio dell'area».

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