Sicurezza
Ikea torna in città portando il plastico del nuovo progetto
Gianluca Campanella
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Larea tra lAurelia e la darsena dove sarà realizzato linsediamento di Ikea 3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Arriverà in settimana il plastico del nuovo negozio Ikea che sarà realizzato tra l'Aurelia e i Navicelli. La data è ancora da confermare, ma a palazzo Gambacorti è attesa la visita di Alessandro Paglia, responsabile italiano per lo sviluppo del colosso del mobile. Dopo tante ipotesi sul progetto, la presentazione del modellino sarà il primo passo per vedere come Ikea intende realizzare il suo megastore. Il sindaco Marco Filippeschi ha dato qualche anticipazione nell'incontro pubblico organizzato da Sel venerdì sera alla stazione Leopolda: il "classico" cubo blu e giallo, che in tutto il mondo identifica i punti vendita del brand svedese, presenterà novità e personalizzazioni. Queste ultime sono richieste dell'amministrazione: il sindaco ha rivelato che «abbiamo proposto di "giocare" con il marchio della città». Pertanto, è possibile che al design monolitico cui Ikea ci ha abituato possa affiancarsi qualche richiamo grafico su Pisa. Inoltre, all'interno del negozio si pensa a una sorta di interfaccia con il milione e mezzo di potenziali visitatori annui (il bacino d'utenza è il triangolo Grosseto, Empoli, La Spezia): essa sarà una specie di punto di promozione turistica per la città. Invece, per quanto riguarda le novità volute dall'azienda, le modifiche all'immagine consolidata sono dovute al progetto di ultima generazione che gli svedesi hanno in mente: è un tentativo di impatto ambientale zero, perché sono previsti accorgimenti per il risparmio energetico; sistemi di autoproduzione d'energia; innovativi meccanismi di riscaldamento, raffreddamento e raccolta acque; infine una maggiore alberatura nei parcheggi. Il sindaco prevede un minimo di 400 persone impiegate da Ikea, che potrebbero arrivare a 650. E sull'indotto precisa: «Se ci sono prospettive sfruttiamole, ma evitiamo di alimentare aspettative». Andrea Zavanella, presidente provinciale Cna e altro invitato alla Leopolda, sviluppa il tema: «Non c'è preoccupazione sulla conflittualità tra i diversi target (il distretto del mobile di qualità e la produzione economica di Ikea). Ma non ci sono aziende pronte a fornire» gli svedesi. Perché chi oggi ha linee che "sfornano" 30mila articoli all'anno, deve riprogrammare macchinari e mentalità per arrivare ai 250mila pezzi che Ikea vorrebbe dai suoi partner. Zavanella ha chiesto alla Provincia di affrontare la questione a livello di "Tavolo del mobile". Anche Gianfranco Francese, segretario provinciale Cgil, annuncia una richiesta: «Parte degli assunti di Ikea sia destinata a chi ha perso il posto di lavoro e oggi ha tra i 40 e 50 annni». Un segnale sociale per affrontare il dramma della crisi occupazionale. Sempre alla Leopolda, Filippeschi ha raccontato un retroscena: su proposta del governatore della Toscana, Enrico Rossi, a marzo ci fu un incontro con i sei sindaci d'area «per mettere in campo idee». Pisa aveva già fatto partire «un'indagine riservata» per cercare possibili location nel nostro territorio per Ikea. «Ma abbiamo aspettato la chiusura delle urne a Vecchiano». Quel giorno gli svedesi abbandonarono l'ipotesi di costruire in quel comune. La discrezione era una correttezza dovuta verso Vecchiano e il desiderio di «evitare un boomerang» qualora l'idea fosse fallita anche qui. Giancarlo Lunardi, sindaco di Vecchiano e altro ospite di Sel venerdì, in un apprezzato intervento ha spiegato: «Abbiamo fatto la figura degli "scemi del villaggio", ma il progetto Ikea da noi era diverso per dimensione, varianti richieste e soggetti attuatori: è stata evitata una speculazione edilizia».
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