Sicurezza
Buoni del Tesoro, meno sottoscrizioni ma niente panico
Antonio Scuglia
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RISPARMIO. Cittadini in coda in un ufficio postale I risparmiatori non credono al rischio default. Preferiti gli investimenti a breve termine
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PISA. La paura per la crisi rimane, ma il panico non si nasconde nell'animo dei risparmiatori pisani. Da qualche settimana è stato lanciato l'allarme default, ovvero la paura che l'Italia, come successo alla Grecia e prima ancora all'Argentina, "fallisca" e non sia in grado di onorare i debiti anche verso tutti coloro che hanno comprato obbligazioni pubbliche come i Btp o i buoni postali. Ma un giro d'orizzonte fra gli operatori in città chiarisce: tante telefonate per chiedere informazioni, ma niente "fuga" dalle obbligazioni pubbliche, che sembrano godere buona salute anche per gli interessi alti. Mentre qualcuno - non troppi - per la paura della tassa patrimoniale nelle settimane scorse ha accennato a disinvestire dai fondi privati. Stessa opinione è stata espressa, in forma riservata, da direttori di filiale e uffici stampa: preoccupazioni sparse sì, nuovi titoli firmati pochi, il panico però non c'è mai stato. Secondo Andrea Mion ed Enzo Iecci, presidente e vice presidente dell'Atdc, «i fortunati che hanno la possibilità di investire mettono da parte il tradizionale Bot o Btp (anche se quote di mercato minori li mantengono sempre) e preferiscono beni rifugio come immobili, terreni agricoli, materie prime come oro ed argento (questi ultimi 2 stanno avendo una particolare richiesta, si noti bene il sorgere di sempre più "Compra Oro)». Ma attenzione: «La paura, come la fretta, è cattiva consigliera - spiega Pino Staffa, - consulente finanziario e presidente dell'associazione Baby Consumers. Nelle ultime settimane, soprattutto negli ultimi giorni, per diversi motivi si è creata una spirale di sfiducia, che ha portato molti risparmiatori pisani, a recarsi in banca, per togliere i soldi dal conto corrente e lasciarne lo stretto necessario, per timore di un prelievo forzoso da parte dello stato». Cosa deve fare il piccolo risparmiatore? «Anzitutto evitare il panico. Se ha titoli di stato italiani questi avranno sicuramente perso valore, ma in realtà nulla è cambiato se si mantiene il titolo fino a scadenza». E i timori che vengono espressi sull'insolvenza dell'Italia? «Non ritengo assolutamente pensabile un default dello Stato italiano». Rileva Simona Melani, promotore finanziario presso Ubi Banca private investment: «in giro vediamo preoccupazione ma non disinvestimenti. Il nostro campo è prevalentemente quello dei fondi privati: chi si rivolge ai promotori fa meno uso di Bot, Btp e così via. Ma dagli uni e dagli altri non c'è una fuga recente». E le Poste? In un periodo di magra per quasi tutti, sembrano godere ottima salute. Afferma Maria Teresa Lilliu, responsabile dell'area territoriale: «Nessuna fuga, i buoni postali sono i più sicuri. La paura è magari quella di vincolare i soldi a lungo termine: rispetto ai depositi a lungo termine, aumentano quelli a 18 mesi che poi normalmente vengono rinnovati».
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