Il Tirreno

Pisa

Tribunale ko, appello al ministero

Candida Virgone
Palazzo di Giustizia
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Palazzo di Giustizia

Il presidente chiede nuovo personale: uffici ridotti, via le udienze pomeridiane

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 PISA. Ha scritto a tutti il presidente del tribunale, Salvatore Laganà. Al ministero della giustizia - l'ultima lettera è partita il 31 ottobre - eppoi a Regione e Provincia. Senza risposte. Perchè a Palazzo di Giustizia non mancano solo carta e benzina, ma soprattutto personale e giudici.  Una situazione difficile che rischia di far saltare alcuni servizi essenziali. Rischia di saltare l'albo dei consulenti al civile, che non potrà essere aggiornato, mentre sono già stati chiusi alcuni uffici per un giorno alla settimana, quello delle esecuzioni immobiliari il mercoledì e quello delle esecuzioni fallimentare il venerdì. «Tra poco - spiega il presidente - sarò costretto a interrompere le udienze pomeridiane: niente strordinarii, niente aperture dopo le 14».  Intanto sono già state fermate le macchine. «Prima andavano due volte alla settimana a portare i fascicoli a Pontedera - aggiunge il dottor Laganà - ora ci vanno una volta sola e i magistrati devono organizzarsi da soli, senza accompagnamento, quando devono interrogare persone incapaci di muoversi, come gli interdicendi o gli amministrati di sostegno».  Qualche aspetto positivo però c'è, ci tiene a dire il presidente. «Questo tribunale - annuncia - è stato ammesso nel progetto pilota Digit, per la digitalizzazione nel processo penale: ci forniranno di scanner e computer». Eppoi aggiunge, preoccupato: «Ma dovranno fornici anche di chi li farà funzionare...».  La situazione in tribunale, insomma, se si può, è sempre più in tilt e favoriusce così una giistizia giocoforza sempre più lumaca. Il problema è annoso: quando nel settembre del 2009 furono aggiornate le piante organiche, a livello centrale, Pisa fu fissata nel personale che aveva allora, ampiamente sottostimato e falcidiato da prepensionamenti e distaccamenti.  «Così - spiega Laganà - se allora le forze a disposizione erano carenti del 30%, oggi siamo arrivati tranquillamente al 40% in meno di quel che serve. È un problema nazionale, ma, me lo faccia dire, che in Toscana ci sono sedi, come Lucca, Firenze, Pistoia e Grosseto, che hanno ottenuto di recente l'assegnazione di personale esterno grazie ad una convenzione con l'amministrazione provinciale per l'applicazione di cassintegrati pagati da quell'ente. Grosseto ad esempio ha avuto ben 7 persone in più». Laganà ha scrito a Pieroni per applicare una convenzione analoga, ma finora tutto tace. Non ha avuto risposta. «Questo - aggiunge - consentirebbe di far lavorare persone messe forzatamente a casa. Ma non ci siano fermati qui. Abbiamo chiesto personale anche tramite il progetto di servizio civile presso enti pubblici, avviando un iter con la Regione, e siamo anche qui in attesa di una risposta. Abbiamo chiesto infine al ministero un distaccamento di personale da altri uffici: vedremo».  «Nei pensionamenti non c'è turn over - dice il presidente - e l'età media è elevata. A luglio è andato via un funzionario, a ottobre un cancelliere e fra poco se ne vanno altri due, uno al penale e uno al civile: 4 persone in sei mesi. Un altro impiegato è andato in pensione a Pontedera e il 2012 prevede un'altra infornata, col primo pensionamento a marzo». «Di fatto i posti vuoti sembramo pochi - aggiunge il dirigente amministrativo di Palazzo di Giustizia, Franco Cantarano, che di queste difficoltà si lamenta da anni - ma perché, man a mano che la gente va in pensione non viene sostituita. La verità è che dal 2006 ad ora se ne sono andate 35 persone e ne sono arrivate solo 7, 3 con un concorso, 4 dai licenziamenti di Campo Darby. A Pisa dovremmo essere 71, ma siamo 58, di cui 4 applicati fuori da anni, senza possibilità di farli rientrare. Va meglio a Pontedera: sono 16 e ne mancano solo 2».

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