Il Tirreno

Pisa

Astronauti a rischio depressione

Carlo Venturini
L’interno di una astronave
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L’interno di una astronave

Un team pisano studia gli effetti dei voli spaziali

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 PISA.«Gli astronauti sono a rischio depressione». E' quanto è emerso a conclusione degli studi e delle sperimentazioni condotte da tre ricercatori pisani dell'Istituto di Fisiologia clinica del Cnr, della Scuola Superiore Sant'Anna e dell'Università di Pisa.  Il team pisano ha studiato gli stress sull'asse cuore cervello di 6 astronauti che volontariamente, sono rimasti chiusi per un anno e mezzo, in un simulatore russo che ricrea le condizioni della prossima spedizione spaziale su Marte.  «Non stiamo minimamente dicendo che gli astronauti hanno sviluppato una depressione clinica ma abbiamo rilevato che hanno evidenziato alcune alterazioni del sonno che sono riscontrabili in parte nei depressi»: ha detto Angelo Gemignani del Dipartimento di scienze fisiologiche dell'ateneo.  «Durante il sonno - interviene Antonio L'Abbate docente del Sant'Anna - in condizioni normali e non di stress, nel nostro cervello si rileva la presenza di un'onda a bassa frequenza chiamata onda lenta del sonno che azzera il rumore di fondo dell'intera giornata e ciò consente poi, nel periodo di veglia, di poter avere una rinnovata e fresca cognizione mnemonica».  La presenza di questa onda "pulitrice", nei sei astronauti cavie, si è ridotta col passare del tempo.  «Immaginate - interviene Remo Bedini dell'Istituto di fisiologia clinica del Cnr - che il nostro cervello sia l' hard disk di un computer e che, come tutti gli hard disk abbia bisogno di essere pulito da file inutili o che creano solo rumore di fondo cosa questa che riduce le performance del computer stesso». A livello informatico si fa la deframmentazione dell'hard disk. «A livello umano - riprende Bedini - interviene questa onda del sonno che ripulisce quanto si è immagazzinato durante la giornata». E' logico che se questa operazione di ripristino e pulizia del cervello che avviene durante il sonno ristoratore, subisce delle alterazioni, il cervello al momento di veglia sarà affaticato. In poche parole, il sonno degli astronauti assomiglia molto al sonno delle persone depresse. Tutto questo esperimento è Made in Pisa così come lo sono stati i finanziamenti anche se Bedini, general manager dell'intera operazione scientifica, ringrazia la ditta fiorentina di prodotti biomedicali Esaote che ha fornito alcuni degli strumenti usati nei test. La cosa incredibile di questo super esperimento è che nessuno dei tre ricercatori è specializzato in materie aerospaziali.  «Siamo partiti dallo stress dell'apneista - dicono i ricercatori - poi siamo passati a quello degli ironmen del triathlon fino ad arrivare allo stress da confinamento che è quello degli astronauti ma anche dei carcerati».

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