Sicurezza
Calci, rapina in banca: 6mila euro
Pierluigi Ara
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CALCI La Cassa di Risparmio di Firenze rapinata ieri mattina Un bandito col trincetto, il complice aspettava fuori
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CALCI. Rapina ieri mattina alla Cassa di Risparmio di Firenze. Il colpo ha fruttato seimila euro. Un bandito armato di trincetto, volto coperto da foulard, occhiali scuri, barba finta e parrucca bionda, attorno alle 10, si è presentato nella filiale in piazza Cairoli, angolo via Roma, proprio nel centro del paese. Un complice ha aspettato fuori accanto al motoscooter nero, Piaggio Hexagon, con il quale i due erano arrivati posteggiando vicinissimo alla banca, in via XX Settembre. Con lo stesso mezzo i banditi sono poi fuggiti in direzione di Caprona. Chi ha visto i malviventi, all'esterno, li descrive come individui dell'età apparente di 50 anni, tranquilli e compassati. La rapina sembra studiata nei minimi particolari. Al momento dell'irruzione, nel locale al piano terra, era presente un solo cliente, gli impiegati con il direttore erano cinque. La cassiera si è trovata davanti il bandito il quale, con calma e consumata professionalità, ha intimato: «I soldi! I soldi! Alla svelta...». Non c'era troppo denaro e allora lo sgradito ospite ha imboccato le scale che conducono al primo piano dell'edificio dove ha sede l'ufficio del direttore, Giacomo Pellegrini, che abita ad Asciano e da una vita è alla guida della banca. Dunque grande freddezza e assoluto disprezzo del pericolo se si pensa ai tempi non brevi che una simile operazione ha comportato. Racconta il direttore: «Mi sono trovato di fronte questo individuo mascherato di tutto punto. Non un centimetro scoperto del suo volto. Sicuramente era di nazionalità italiana. In maniera decisa, senza tradire nervosismo, mi ha chiesto la chiave della cassaforte. Sono disceso insieme a lui spiegando che nessuno era in grado di aprire il forziere regolato da speciali meccanismi. Quello non si è perso d'animo. Si è accontentato di arraffare un sacchetto e spiccioli sparsi. Quindi se ne è andato». Confida Pellegrini: «Non ci siamo spaventati più di tanto. D'altra parte il sottoscritto aveva già subito due rapine quando lavorava a San Frediano a Settimo. Una volta con i colleghi mi sono trovato sotto la minaccia delle armi per lunghissimi 55 minuti». Accanto all'ufficio del direttore si trovava ieri nella sua stanza il vice direttore («per me è la quarta rapina», dirà più tardi). Quando si è accorto di quanto stava succedendo ha telefonato ai carabinieri. I militari della locale stazione sono accorsi, ma i banditi si erano appena allontanati. In valle Graziosa è ancora fresco il ricordo della rapina all'ufficio postale, poco distante dall banca. Accadde il 6 agosto scorso. Fruttò seimila euro.
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