Il Tirreno

Pisa

L’operazione, la prima al mondo, è stata condotta dal dottor Stanislao Rizzo a Cisanello

Una protesi per tornare a vedere

La sala operatoria
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La sala operatoria

L'intervento su un paziente affetto da retinite pigmentosa

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 PISA. Un uomo di circa 60 anni, di Prato, reso cieco dalla retinite pigmentosa, potrà tornare parzialmente a vedere grazie al primo impianto al mondo di protesi retinica.  È quanto succede all'ospedale di Pisa, dove è stata effettuata la prima operazione chirurgica di questo tipo portata a termine dopo la chiusura della fase di sperimentazione, durata più di 9 anni, che ha evidenziato una ottima tollerabilità del dispositivo nell'occhio umano e promettenti risultati da un punto di vista funzionale.  Il dispositivo impiantato, denominato "Argus II" e messo a punto nei laboratori della Second Sight Medical Products in California, è in grado di ripristinare una parziale capacità visiva in pazienti affetti da malattie degenerative della retina che causano una cecità quasi completa in entrambi gli occhi.  L'intervento, ad altissima complessità, è stato effettuato dal dottor Stanislao Rizzo, direttore del reparto di chirurgia oftalmica dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana e dal suo staff.  Si tratta del primo impianto di protesi retinica approvata per l'uso nella Comunità europea. L'operazione è durata meno di quattro ore e si è svolta senza complicazioni.  Fra due settimane, il tempo necessario all'occhio per ristabilirsi completamente dalla chirurgia, il dispositivo sarà attivato e calibrato per la funzione visiva del paziente. Da quel momento anche la riabilitazione prenderà il via permettendo al paziente di ottenere i migliori risultati possibili in termini di visione funzionale.  In pratica, questa nuova protesi retinica è costituita da minuscoli elettrodi collegati alla retina del paziente, che captano dei punti del messaggio visivo, attraverso una telecamera molto piccola.  Gli elettrodi dialogano con la retina compromessa dell'occhio malato traducendo un modello primitivo di possibilità di vedere qualcosa, come oggetti che si spostano nell'ambiente, e poterli riconoscere.  «Sono molto soddisfatto - sottolinea il dottor Rizzo - che il nostro ospedale possa offrire in Italia il primo trattamento approvato disponibile per le persone non vedenti affette da retinite pigmentosa. Gli scienziati californiani sono andati in giro per il mondo e Pisa è stata scelta per motivi di prestigio. Un secondo intervento è previsto per la fine dell'anno».  «L'operazione del dottor Stanislao Rizzo e della sua équipe è d'importanza eccezionale e di valenza mondiale - ha commentato il sindaco Marco Filippeschi -. Apre una nuova speranza su frontiere che emozionano, pensando alle persone affette da gravi patologie della retina, ai non vedenti, a chi grazie a nuove tecnologie biomedicali e a straordinarie capacità della chirurgia può recuperare la vista intanto in modi almeno parziali. Ringrazio il dottor Rizzo a nome della città».  «Ricerca e innovazione sono elementi fondamentali per migliorare le opportunità di cura per i nostri pazienti - ha commentato l'assessore regionale alla Salute Daniela Scaramuccia - e l'intervento straordinario di oculistica effettuato a Pisa lo dimostra chiaramente. La Regione Toscana non si tirerà indietro e continuerà, pur nella congiuntura economica attuale di estrema difficoltà che tutti conosciamo, a sostenere con politiche adeguate la ricerca e gli investimenti, perché l'eccellenza è il vero motore della crescita e del miglioramento, in sanità come in ogni altro settore, e va alimentata senza interruzioni».

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