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Orti etici: ex detenuti ed ex tossicodipendenti impegnati in un'azienda agricola
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A San Piero a Grado si sperimenta l'agricoltura sociale, grazie al progetto degli "Orti etici", nato dalla collaborazione dell'Università di Pisa con un'azienda agricola biologica della zona e con una cooperativa sociale.
Nei tre ettari di terreno messi a disposizioni dall'ateneo lavorano sei persone selezionate per il reinserimento sociale, seguite da un tutor della cooperativa. Qui si producono porri, bietole, finocchi, pomodori, fragole, cavoli e insalate per un valore di 40mila euro l'anno.
I prodotti vengono poi distribuiti tramite la rete dei gruppi di acquisto solidale, costituiti da consumatori che sostengono l'agricoltura biologica locale sperimentando forme di economia alternativa.
Le persone che lavorano a "Orti etici" sono selezionate dai servizi sociali (Sert, dipartimento di Salute mentale, gli uffici per l'esecuzione penale esterna) e seguono percorsi che durano 6 mesi. Il progetto è del tutto autofinanziato ed ha già formato 30 persone, tre delle quali hanno trovato stabilmente lavoro.
Il tutoraggio della cooperativa sociale e le spese necessarie alla coltivazione sono invece a carico dell'azienda agricola, a cui va il ricavato della vendita.
Nei tre ettari di terreno messi a disposizioni dall'ateneo lavorano sei persone selezionate per il reinserimento sociale, seguite da un tutor della cooperativa. Qui si producono porri, bietole, finocchi, pomodori, fragole, cavoli e insalate per un valore di 40mila euro l'anno.
I prodotti vengono poi distribuiti tramite la rete dei gruppi di acquisto solidale, costituiti da consumatori che sostengono l'agricoltura biologica locale sperimentando forme di economia alternativa.
Le persone che lavorano a "Orti etici" sono selezionate dai servizi sociali (Sert, dipartimento di Salute mentale, gli uffici per l'esecuzione penale esterna) e seguono percorsi che durano 6 mesi. Il progetto è del tutto autofinanziato ed ha già formato 30 persone, tre delle quali hanno trovato stabilmente lavoro.
Il tutoraggio della cooperativa sociale e le spese necessarie alla coltivazione sono invece a carico dell'azienda agricola, a cui va il ricavato della vendita.
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