Il Tirreno

Pisa

A Calambrone i lavori non sono ripartiti

Giovanni Parlato
A destra il cantiere aperto in estate e sotto la colonia Vittorio Emanuele
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A destra il cantiere aperto in estate e sotto la colonia Vittorio Emanuele

L'assessore punta il dito contro il Consorzio e minaccia: riscuoteremo le fideiussioni

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 CALAMBRONE. Chi dovesse percorrere viale del Tirreno e andare verso Calambrone, noterebbe che nulla si muove. Finita l'estate doveva riaprire il cantiere per terminare l'ultimo tratto di 400 metri dei lavori di urbanizzazione. Ma sulla strada non c'è segnaletica né operai al lavoro. «Sì, c'è un ritardo ed entro fine febbraio i lavori devono essere completati: e il termine è perentorio», afferma Andrea Serfogli, assessore comunale ai lavori pubblici.  L'assessore aggiunge: «L'esecuzione dei lavori spetta alle ditte che fanno parte del Consorzio Nuovo Calambrone. Quando il Consorzio si formò, il Comune si fece rilasciare da ogni ditta una fideiussione. Ebbene, se c'è qualcuno inadempiente siamo pronti a escutere la fideiussione e a mandare avanti comunque i lavori».  Le ditte del Consorzio sono a conoscenza delle intenzioni dell'amministrazione comunale con cui il 27 settembre s'incontrarono e al termine della riunione venne redatto un verbale con i tempi e quanto doveva ancora essere fatto. Il giorno dopo l'ingegnere Antonio Grasso, dirigente del Comune, scrisse al Consorzio ricordando che il 26 febbraio del 2009 cominciarono i lavori e che in tre anni dovevano essere terminati (scadenza 25 febbraio 2012). Il primo stop al cantiere arriva nel giugno 2010 per l'inizio della stagione estiva e quando questa termina i lavori non ripartono subito. «Tutto ciò per mettere a punto - spiega l'assessore Serfogli - una variante da integrare alla convenzione firmata il 27 febbraio 2008 secondo cui il Consorzio doveva realizzare le fognature bianche e nere. La variante era stata presentata il 17 novembre del 2010 e approvata dall'ufficio il 15 febbraio del 2011».  Ma cosa c'è da fare ancora a Calambrone? E perché i lavori sono fermi? Qualche ditta sta risententendo della crisi? Abbiamo rivolto la domanda a Remo Landucci, presidente della Cooper 2000, una delle ditte che fanno parte del Consorzio. «Da quando abbiamo cominciato - spiega Landucci - sono stati eseguiti lavori per 4 milioni e 200mila euro su 5 programmati. Bisogna sottolineare che il cantiere è sempre stato fermo durante il periodo estivo e rispetto alla firma della prima convenzione, in cui dovevamo occuparci soltanto di realizzare le fognature bianche e nere dallo Scolmatore fino all'incrocio del viale del Tirreno con vione Vannini, sono subentrate altre integrazioni importanti. Sul solito tratto di strada, è stato anche costruito l'acquedotto nuovo poiché quello esistente era stato costruito negli anni Trenta ed era ormai fatiscente. Grazie anche ad Acque spa è stato fatto questo lavoro e già la scorsa estate le colonie e il villaggio Solidago non hanno avuto problemi. Ora, mancano gli ultimi 400 metri, ovvero il tratto che dal viale del Tirreno va su vione Vannini fino a raccordarsi col vecchio acquedotto. Al termine del lavoro l'acquedotto sarà alimentato da una parte con l'acqua che arriva da Livorno e dall'altra da Filettole».  Il Consorzio deve anche installare tre stazioni di sollevamento per la fognatura nera «ma si tratta - spiega ancora Landucci - di posizionare tre blocchi, tipo container, ed è abbastanza semplice». Infine, si tratta di ultimare la fognatura bianca vicino allo Scolmatore per arrivare fino all'idrovora, «ma sono lavori minimali», è la precisazione.  Ed ecco la nota più delicata. «Mancano ancora 800mila euro di investimenti che rappresentano il 20% del totale di quanto già eseguito», afferma Landucci che aggiunge: «Nel Consorzio c'è chi sta risentendo della crisi finanziaria e su 800mila euro, di fatto, mancano circa 200mila euro. Ogni consorziato ha lasciato al Comune in garanzia delle fideiussioni pertanto il lavoro è garantito».  Facciamo presente che il Comune ha indicato come termine perentorio dei lavori la fine di febbraio. «È vero che il lavoro doveva essere eseguito in tre anni, ma in questo periodo - rileva Landucci - ci sono stati otto mesi d'interruzione per le due stagioni estive che non abbiamo voluto noi e sono subentrati altri impegni. Credo che sarà difficile che entro febbraio del prossimo anno, i lavori siano chiusi, ma entro la fine di maggio credo che l'opea sarà conclusa».  L'amministrazione comunale vuole chiudere la partita di Calambrone quanto prima. «Il Consorzio - è la conclusione dell'assessore Serfogli - mi deve indicare i soggetti da cui escutere la fideiussione con una lettera scritta. Tutto è al vaglio dell'ufficio legale e appena potremo riscuotere le fideiussioni, lo faremo».  

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