Gioco
Intesa tra i partiti al governo in Provincia
Pd e Sel ancora più vicini dopo l'accordo sulle priorità in vista del voto sul bilancio
G.C.
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PISA. Durante la conferenza stampa di ieri mattina, il segretario provinciale del Pd, Francesco Nocchi, ha ripetuto più volte: «Questo documento definisce un metodo di confronto e non modifica le maggioranze». Eppure qualcosa si muove nel centrosinistra. L'occasione è, appunto, la presentazione della "Carta di intenti", firmata da Nocchi e dai suoi tre omologhi, alleati in Provincia: Luigi Buoncristiani (Idv), Patrizia Marchetti (Psi) e Dario Danti (Sel). È proprio quest'ultimo a rivelare che sono in corso contatti tra Pd e Sel pisani sul bilancio del Comune, prima che il pacchetto arrivi in commissione. Nel 2010 Sel aveva lamentato di essersi trovata di fronte al fatto compiuto; ma quest'anno i responsabili del partito cittadino hanno indicato la discussione sul bilancio 2012 come appuntamento cruciale per capire se ci sono le condizioni per allearsi alle prossime elezioni per il sindaco di Pisa. Il documento provinciale riprende questo tema e lo colloca al punto 9 su nove in tutto: la manovra è «la primaria attività politica di ogni amministrazione» e va approvata «con contenuti e tempi coordinati». All'inizio del mese, infatti, i sei primi cittadini dei Comuni d'Area (Calci, Cascina, Pisa, San Giuliano, Vecchiano e Vicopisano) hanno redatto un testo in cui costituiscono un gruppo di lavoro per l'elaborazione dei bilanci: anche se rappresentano maggioranze diverse (in alcune c'è Rifondazione, in altre manca Sel), i sei sindaci, tutti di centrosinistra, invocano «scelte unitarie» per contrastare i tagli del governo e realizzare economie di scala ed efficienza dei costi. Torniamo alla "Carta d'intenti": il documento parte «dalle nostre positive esperienze di governo locale» e concentra le «proposte concrete» sull'azione amministrativa nell'Area pisana. I primi tre punti sono: sviluppo e occupazione, «svolgendo un ruolo politico forte rispetto alle vertenze aziedali aperte»; assetto istituzionale dell'area in base ai Piani strategico e strutturale, «razionalizzando i servizi come asili e trasporto scolastico»; condivisione del piano infrastrutturale, individuando (costretti dalle ristrettezze economiche) priorità, quali tangenziale Nord Est e aeroporto. Ancora, i successivi punti: politiche ambientali e mobilità alternativa, definendo «un'unica tariffa» per la raccolta dei rifiuti; necessità sociali e politiche d'accoglienza, da organizzare in modo «non emergenziale»; centralità del sapere, con «efficace controllo pubblico delle strutture». Chiudono il «coordinamento fra università e città», integrando la gestione dei poli tecnologici; la «salvaguardia della biodiversità del Parco per una economia sostenibile». La carta «dà un'alternativa nazionale alla destra» che parta dal basso.
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