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Congo, una targa ricorda i martiri italiani di Kindu

Congo, una targa ricorda i martiri italiani di Kindu

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A cinquant'anni dall'eccidio di Kindu, il Congo rende omaggio ai tredici aviatori italiani trucidati mentre erano in missione di pace per conto dell'Onu. In loro onore, il prossimo 11 novembre, verrà scoperta una targa commemorativa all'aeroporto di Kindu, nel corso di una cerimonia alla presenza di personalità politiche e istituzionali del Paese africano. «E' la prima volta che in Congo avrà luogo una cerimonia ufficiale in ricordo dell'eccidio», spiega l'ambasciatore italiano a Kinshasa, Pio Mariani, che parteciperà alle celebrazioni insieme al ministro degli Esteri congolese, Alexis Tambwe Mwamba, al rappresentante delle Nazioni Unite in Congo, Roger Meece, e ai governatori delle province di Maniema e di Ubangi. Il massacro di Kindu ebbe luogo tra l'11 e il 12 novembre del 1961, quando tredici aviatori italiani della 46ª Brigata aerea di Pisa, in servizio presso la missione Onuc delle Nazioni Unite, furono catturati e uccisi dai soldati congolesi. Secondo le ricostruzioni successive di storici e giornalisti, i militari erano stati scambiati per mercenari belgi al soldo dei separatisti del Katanga. «Si tratta di una vicenda il cui ricordo è ancora vivo in tante persone», spiega l'ambasciatore Mariani, che esprime «grande riconoscenza» alle autorità congolesi per aver autorizzato e facilitato la cerimonia commemorativa.

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