Il Tirreno

Pisa

Assalita da un branco di cani

Pierluigi Ara
Una strada, sopra Calci, che sale verso il monte Serra
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Una strada, sopra Calci, che sale verso il monte Serra

Si è difesa con un bastone e sul Serra è allarme per i troppi randagi

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 MONTESERRA. Un branco di cani randagi girovaga sul Monte Pisano. Una signora, che era fuori con i suoi due cani, è stata assalita e diversi motociclisti e ciclisti se li sono trovati all'improvviso sulla strada col pericolo di cadere a terra nel tentare di evitare il contatto.  Non di rado, il branco invade la strada provinciale che sale su verso il Serra, non disdegna in particolare le località Cascietto, Bisantola, Santallago spingendosi anche lungo il versante lucchese del monte e riversandosi dalla parte di Buti.  Inizialmente tre o quattro, adesso in branco di dodici, quindici e anche di più. Un branco, senza controllo, che si divide per ricompattarsi insieme. A più riprese i vigili urbani sono intervenuti, in collaborazione con altri, per cercare di catturarli e mettere in sicurezza le diverse zone. Il branco è il triste risultato del fenomeno dell'abbandono che si trascina da tempo senza che venga trovato il bando della matassa.  Elena Manescalchi, educatrice cinofila e laureanda in tecniche di allevamento, porta la sua diretta testimonianza. «Ero sul monte con i miei due cani - racconta - quando si è avvicinato un numero imprecisato di altri cani, almeno dieci, guidato da uno spinoncino, che fungeva da capogruppo. Sono riuscita a difendermi dall'assalto con un grosso bastone senza fare del male alle bestiole. Fra l'altro mi ritengo un'animalista convinta. Però bisogna fare qualcosa, al più presto, per mettere in sicurezza i cani e i frequentatori del monte».  «A me - dice Paolo Degli Innocenti, titolare de "Le Porte" - hanno chiesto più volte di ospitare i cani in qualche box, vicino al mio locale. Non ho acconsentito perché non me la sento di assumere la responsabilità di un impegno senza coperture. Dare da mangiare va bene, non mi tiro indietro, ci mancherebbe... Io lo farei volentieri però poi, nello spirito della legge, diventerei proprietario di tutti i cani con le complicazioni possibili ed immaginabili. Chi mi tutelerebbe? Tra l'altro succederebbe che qualcuno lascerebbe gli animali che riprenderebbero a vagare incontrollati e incontrollabili». «D'altra parte - interviene Giovanni Mazzei, che ha lanciato l'allarme ripetutamente - i cani spesso sbucano di corsa dal bosco e attraversano la strada dove transitano ciclisti, motociclisti ma anche cercatori di funghi, raccoglitori di castagne oltre i semplici amanti della natura. Si creano situazioni di difficoltà e potenziale rischio».  «Fossero due o tre - prende la parola Laura Gracci - potrei prendermene cura. Ma, stando così le cose, siamo alla vigilia, faccio gli scongiuri, di una tragedia annunciata anche perché sulla strada salgono e scendono decine e decine di cicloamatori. Passano, in discesa, andando a forte velocità. Se in quel momento i cani, come accade di frequente, attraversano, c'è da temere il peggio».

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