Il dolore
Scuola, il Comune taglierà i pini
Pierluigi Ara
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Elena Fantoni e i pini a fianco della scuola elementare di Asciano Sono pericolosi per i bimbi e le radici minacciano l'edificio
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ASCIANO. Il verde non sparirà anzi... La scuola primaria "Licia Rosati", nel cuore del paese, avrà un prato attrezzato dove i bambini potranno giocare tranquillamente e svolgere attività all'aperto. Al posto dei pini domestici, al centro di una vivace polemica, saranno piantati alberi a foglia caduca. I pini verranno gradualmente sostituiti perché creano problemi. È questo l'orientamento del Comune di San Giuliano che si muoverà d'intesa con le insegnanti e le famiglie degli scolari. Elena Fantoni, che dirige l'ufficio turismo e sviluppo economico, con competenze specifiche anche nel settore ambiente e verde pubblico, fa il punto della situazione. «Intanto - commenta - mi amareggia che il caso sia esploso come abbiamo visto sulle colonne del Tirreno. In fondo, da parte nostra, non è stata presa ancora alcuna decisione, stavamo e stiamo valutando il tutto animati da buon senso, anche ascoltando il corpo docente. C'erano giunte segnalazioni di un certo tipo. Per questo un giorno, accompagnata da un esperto collaboratore in materia, mi sono recata di persona alla scuola. Ho bussato alla porta per parlare direttamente con le maestre. Era giusto ascoltare per renderci conto da vicino». È venuto fuori un quadro piuttosto complesso, articolato nelle diverse sfaccettature. Elena Fantoni mette il dito sulla piaga. «È stato un errore - dice e ripete - collocare i pini nello spazio vicino all'istituto scolastico. Non era quella la varietà di pianta più indicata. E oggi ne prendiamo atto». Alcune delle dolenti note nell'analisi della direttrice dell'ufficio comunale: «Le pine cadono e potrebbero recare danno ai bambini. Inoltre, esiste il pericolo delle processionarie e non è un elemento trascurabile». In effetti i sottilissimi aculei delle cosiddette gatte pelose costituiscono un'insidia specie per gli occhi. «Non possiamo non tirare in ballo l'apparato radicale dei pini - continui la Fantoni - espandendosi, le radici rappresentano una minaccia, sono in grado di attaccare i muri. Neppure dobbiamo sottovalutare che, crescendo, le chiome sovrasterebbero il tetto con le conseguenze facilmente immaginabili». Uno scenario assai poco rassicurante, così come viene delinetato. A maggioranza, babbi e mamme dei bambini fino ad ora hanno difeso a spada tratta quei pini. Afferma Paolo Santi: «Mia figlia Bianca, che frequenta la terza classe, non accetta che i pini vengano tagliati. Non ne vediamo gli aspetti negativi. I bimbi, le custodi e le maestre hanno adottato e hanno dato un nome agli alberi che garantiscono ombra e aria più salubre». Gli amministratori non intendono ricorrere ad azioni di forza. Elena Fantoni chiama tutti a riflettere. «Aspettiamo di discutere insieme - fa sapere - le maestre con gli scolari avanzino e formulino proposte. Pensiamo di procedere gradualmente magari eliminando qualche pino via via e collocare piante come tigli e platani, che si spogliano d'inverno e così il sole può raggiungere l'edificio scolastico mentre nella bella stagione, con le foglie che sono tornate, l'ombra è assicurata agli alunni liberi di correre senza il rischio di inciampare in una radice». Al momento non accadrà nulla. «A fine novembre, ma verosimilmente dopo la stagione invernale - è la conclusione - il cambiamento potrebbe essere realizzato». Ma tutti d'accordo come negli intendimenti del Comune.
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