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Pisa

Effetti e paure dopo Fukushima, due esperti replicano al prof. Pinchera

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PISA. Nessuna conseguenza dopo l'incidente alla centrale nucleare di Fukushima? Dibattito aperto e polemiche che vanno di conseguenza. «Non dovete preoccuparvi, piuttosto mi godrei Tokyo, una bellissima città con ottimi ristoranti dove neanche chiederei se il cibo viene da Fukushima». E' quanto aveva dichiarato qualche giorno fa, nell'ambito di un confronto con la comunità italiana nella capitale nipponica, il professor Aldo Pinchera, endocrinologo dell'Università di Pisa di fama internazionale e per anni impegnato nello studio degli effetti di Chernobyl. «A Tokyo come a Kyoto non ci sono problemi. Certo - aveva detto Pinchera all'Ansa - non conosco bene la situazione a Fukushima, ma con l'esperienza maturata posso dire che non c'è rischio. Non sarei venuto qui».

A Pinchera replicano ora Giorgio Ferrari, tecnico nucleare, ex dipendente dell'Enel; e Angelo Baracca, professore di fisica all'Università di Firenze. "Le affermazioni del professor Pinchera - scrivono - sono completamente gratuite e senza nessuna prova a supporto, come dovrebbe avvenire per qualsiasi ragionamento scientifico. Il professore mostra di non essere al corrente dei dati che trapelano e si possono reperire in rete, dopo i silenzi delle autorità giapponesi". Ferrari e Baracca parlano di "tracce di plutonio e stronzio trovate fino a 80 km di distanza dalla centrale"; di "hot spot che si continuano a trovare perfino a Tokyo"; della "presenza di cesio radioattivo in matrici alimentari fin da luglio: il che fa supporre che basterebbe estendere e imtensificare le misure per trovare una diffusione della contaminazione radioattiva molto superiore a quella fin qui ammessa".

Inoltre invitano a non sottovalutare "l'esposizione a piccole dosi di radioattività e di isotopi radioattivi", proprio alla luce della "lezione di Chernobyl". La loro conclusione: "Sarebbe molto saggio fin da ora smettere di nascondere la realtà, per cercare di limitare il più possibile i danni".

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