Il Tirreno

Pisa

Ditta sparisce e lascia gli operai per strada

Gianluca Campanella
I capannoni dove aveva sede la Delivery
◗
I capannoni dove aveva sede la Delivery

Aperte tre inchieste (una penale) su una cooperativa con filiale a Ospedaletto

2 MINUTI DI LETTURA





 PISA. Tre capannoni abbandonati da molti mesi e un cancello sigillato con una catena: è tutto ciò che resta della Delivery di Ospedaletto, filiale locale di una cooperativa di servizi. Un telefono fisso di Alessandria e il cellulare di Pasqualino Furii, allora conosciuto come amministratore delegato: entrambe le utenze sono disattivate e sono tutto quello che resta della casa madre, in Piemonte.  La storia della società fantasma sarebbe anche curiosa da raccontare, se non fosse per le conseguenze di questa sparizione: operai lasciati per strada e senza lavoro. Quanti? Non lo sa con esattezza neanche la Dpl, Direzione provinciale del lavoro, che nell'ottobre 2010 ha condotto una propria attività ispettiva a cui ha partecipato anche il Nil, Nucleo ispettori del lavoro che appartiene ai carabinieri. In quell'occasione trovò quattro addetti, di cui due in nero. In seguito comminò sanzioni per altre due posizioni irregolari. Che, a sentire gli ex dipendenti, sarebbero state almeno 13.  Allora cominciamo con i dati certi. La Delivery di via Marmiceto fino al dicembre 2010 era il magazzino e il punto di partenza della distribuzione nella Toscana costiera per Giordano Vini, azienda leader in Italia nella vendita di vino per corrispondenza.  Gli uomini della Dpl pisana, diretti da Annamaria Venezia, un anno fa hanno disposto la sospensione dell'attività di Delivery, ai sensi del Testo unico 81/2008 sulla sicurezza sul lavoro: è una misura cautelativa prevista quando più del 20% del personale è in nero. In quel caso erano irregolari due su quattro, cioè la metà. In seguito, l'ispezione si è conclusa con una maxi sanzione accessoria di 26.850 euro: la cifra è proporzionale al numero di dipendenti in nero (i due iniziali, più gli altri due scoperti dopo) e alla durata accertata di quelle irregolarità.  A questa sanzione se ne aggiunge un'altra di 5.800 euro, quale forma non definitiva di concertazione per tutti gli obblighi documentali inevasi: giusto per citarne uno, i 14.513 euro di imponibile non dichiarati. Infine è scattata anche un'indagine penale per 720 euro che sarebbero stati prelevati dalle buste paga dei dipendenti e non versate da Delivery come contributi. La società non ha mai scritto una memoria difensiva, né conciliato un centesimo: l'ordinanza finale (l'ultimo passo delle verifiche svolte dalla Dpl), terrà conto anche della condotta di parte.  Da poco è partita una seconda ispezione, questa volta su richiesta di alcuni ex addetti di Delivery. Ma siamo alle fasi iniziali e uno degli elementi di indagine è proprio la non immediata individuazione del datore di lavoro: insomma, non si sa bene chi sia Mister Delivery.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa