Il dolore
Anche morire costa sempre di più
Antonio Scuglia
◗
Migliaia di pisani celebrano la ricorrenza dei morti Un esborso di diverse migliaia di euro tra funerale, tasse e certificati
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Se è vero che oggi vivere ha i suoi costi, morire per certi versi è roba da ricchi. Avere un loculo è quasi un investimento, in proporzione costa più di un appartamento e bisogna stare attenti perché in alcune città qualcuno lo ha occupato in modo abusivo prima del proprietario. I prezzi sono diventati insostenibili e comincia ad esserci il mercato del loculo di seconda mano. Per chi non arriva a mille euro al mese, anche morire può essere un problema (per chi rimane), sono sempre di più (20%) quelli che per pagare il funerale, sono costretti a rateizzare la spesa. Lo ha scoperto in un recentissimo studio a Pisa l'associazione Baby Consumers e ne dà ora conferma, su base nazionale, anche la Camera di commercio di Monza e Brianza. Anche il funerale "low cost" si paga a rate, rileva l'ente camerale. Le imprese del caro estinto in Italia crescono del 4,7% in un anno (sono oltre 4500) ma le difficoltà economiche si sentono "sull'accessorio": -1,2% per le imprese che commerciano in articoli funerari e cimiteriali. E il giro d'affari vale oltre 900 milioni di euro. A Pisa la situazione qual è? Il funerale "low cost" non c'è ancora, a parte il caso dei cittadini indigenti (ne parliamo in questa stessa pagina), ma le imprese funebri esistenti sul territorio (Pubblica Assistenza e Misericordia con sconti agli iscritti; Poli, La Torre, Bianchi; anche Salutini e Tozzini a Calci, Spinabella a Vecchiano) offrono la possibilità di servizi decorosi a prezzi bassi. Ma al di là della sensibilità degli operatori, il costo totale per i familiari che si trovano a far fronte alle tristi incombenze immediatamente dopo la perdita di un congiunto è alto. Ecco le cifre rilevate a Pisa. In crescita la cremazione, dato che dopo la legge 130/ 2001, è possibile tenere le ceneri in casa o disperderle, risparmiando, parecchio, sull'acquisto del loculo. Il costo della cremazione si aggira sui 300 euro. Tasse: se si muore in casa c'è una tassa per il certificato di constatazione del decesso rilasciato dall'ufficiale sanitario Asl (35 euro più bollettino postale) e il diritto fisso sul decreto di trasporto (58 euro e 2 o 3 marche da bollo da 14,62) che chiede il Comune in cui è avvenuto il decesso. L'illuminazione votiva è una vera e propria tassa occulta sul morto. Il costo effettivo dell'illuminazione, trattandosi di una lampadina in bassa tensione ed anche considerando la sua sostituzione periodica, è inferiore a 1 euro, eppure questo servizio può costare dai 15 ai 20 euro l'anno. E il funerale vero e proprio? Le voci da considerare sono molte. La vestizione in alcuni casi è compresa nel servizio; se di notte costa di più; la bara va da 400 euro per la cremazione a 5000 euro); l'esposizione della salma (affitto della camera mortuaria); i manifesti (dipende dal numero e dalla grandezza); i fiori (molto variabile, dal numero, dal periodo dell'anno), coem riferiamo più in basso; la chiesa (offerta); lapide (tipo di carattere dell'incisione, altezza delle lettere 2/3 euro a lettera, foto 50/200 euro, vasi porta fiori, lumini, il tutto 1500/2000 euro); il muratore (intorno a 500 euro); il cimitero (variabile); l'eventuale cremazione (da versare al comune: 203 euro per i residenti, 438 euro per i non residenti; 2 marche da bollo da 14,62, il costo dell'urna - 87,50 - il posto per l'urna 400/800 euro); pratica tumulazione 377 euro; tumulazione (il noleggio dura 50 anni: 2500/5000 euro); l'inumazione (dopo 10 anni deve essere disseppellita: 500/700 euro). Il servizio funebre spesso è comprensivo di cassa, trasporto, manifesti e disbrigo delle pratiche burocratiche.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
