Il Tirreno

Pisa

Stranieri, nozze lampo sotto la Torre Ecco la nuova moda

Gianluca Campanella
Coppia di stranieri sposi sotto la Torre (foto di repertorio)
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Coppia di stranieri sposi sotto la Torre (foto di repertorio)

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 PISA. «Hallo Mama wir sind verheiratet!». Ciao mamma, siamo sposati: sarà più o meno questa la frase che quattro ragazzi tedeschi diranno al loro rientro a casa, dopo una crociera nel Mediterraneo. Christian Alfred e Andrea Maria (i primi due), Gerhard Franz e Annette Helga (l'altra coppia), mercoledì scorso, durante la tappa di Livorno non hanno seguito i compagni di viaggio nell'escursione prevista; ma sono saliti a palazzo Gambacorti per convolare a nozze.  Per evitare fughe di notizie e non rovinare la sorpresa, le due coppiette a turno si sono fatte da testimoni a vicenda. Al termine della cerimonia i quattro hanno passeggiato per la città, con stop obbligatorio in piazza dei Miracoli. E, rientrati sulla nave Aida, hanno cenato con il capitano (privilegio concesso a pochi); poi sono ripartiti per Palma di Maiorca insieme a tutti gli altri.  Pisa come Las Vegas? Quasi. Nella capitale dei casinò ci va chi ha fretta di sposarsi; al contrario, l'Italia e la Toscana in particolare, per un tedesco rappresentano il sogno che rende indimenticabile un giorno già destinato a restare importante nella vita di chiunque pronunci il "fatidico" sì. Perché il Bel Paese all'estero (incidenti di bunga bunga a parte) è visto come la patria del romanticismo.  I quattro sposini non sono rimasti delusi, anzi. Erano stati avvertiti dall'interprete tedesca, Andrea: «La gente per strada urlerà "auguri", che è una parola di festa». E loro si erano preparati: «Come dobbiamo rispondere?». Ma mercoledì si sono commossi e non sono riusciti a pronunciare il "grazie" che avevano imparato.  La doppia coppia di sposi è una novità assoluta, ma Talento organizza circa sessanta matrimoni all'anno: il 30% delle nozze con modalità "a sorpresa", le altre con amici e parenti; i gruppi di invitati oscillano tra le 40 e le 130 persone. C'è chi viene in crociera (Aida o Tui Schiff), chi in aereo. Chi preferisce Capri, chi Venezia: in ogni parte d'Italia Elisabeth Amolsch ha un esercito di 14 collaboratori che curano i contatti in loco.  E la titolare stessa cerca di essere sempre presente: mercoledì, dopo aver salutato i quattro "clandestini", è corsa tra le colline fiorentine per un'altra festa con 50 tedeschi.  In patria convertiranno il documento di matrimonio internazionale dato dal delegato del sindaco e saranno legalmente sposati.  Prossimo appuntamento in città: il 12 ottobre.

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