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Pisa

Quasi un pareggio tra rito civile e religioso

Modelle indossano abiti da sposa
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Modelle indossano abiti da sposa

Nel 2010 146 coppie su 304 hanno scelto di sposarsi in municipio invece che in chiesa

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 PISA. "O famo strano", riferito al matrimonio, piace sia a stranieri che pisani: sempre più persone si rivolgono allo stato civile del Comune chiedendo cerimonie nuziali in spiaggia (a Marina e Tirrenia) o direttamente nel giardino del ristorante in cui ha luogo il ricevimento.  In realtà ciò è impossibile secondo la normativa italiana che prevede la celebrazione nel luogo in cui risiede il sindaco, quindi il municipio. Un'interpretazione estensiva negli ultimi anni ha permesso di considerare idonei anche gli edifici e i giardini di proprietà dell'amministrazione. Ecco, quindi, che a Pisa la possibilità di sposarsi è stata estesa al giardino Scotto e alla chiesa sconsacrata di San Zeno. Il sito ufficiale www.sposarsiapisa.it fornisce tutte le informazioni sulle modalità di prenotazione e sui costi.  E la formula funziona: infatti, siamo ormai al quasi pareggio tra matrimoni celebrati secondo rito civile e quelli religiosi. Nel 2009 sono stati 151 su 316; l'anno scorso 146 su 304. Il lieve calo di nozze si è ripartito in modo eguale, tanto che per entrambe le rilevazioni è stata del 48% la quota di "sì" pronunciati davanti al sindaco.  Meglio sarebbe dire: davanti al vice sindaco Paolo Ghezzi, autentico recordman dei fiori d'arancio, che sta per toccare quota 500 da inizio legislatura (primavera del 2008). Ghezzi precisa che il business dei matrimoni in comune non serve a riempire le casse pubbliche; ma tutti i soldi sono reinvestiti per sistemare le location.  Per esempio, da qualche mese è in restauro la sala delle Baleari, sede del consiglio comunale, nonché ambientazione preferita da una coppia su sei, tra quelle che scelgono il rito civile. Ebbene, per non diminuire le opzioni a disposizione dei futuri marito e moglie, dal 30 aprile al carnet è stata aggiunta la sala dei Dodici all'interno del palazzo del Consiglio, in piazza dei Cavalieri.  Insomma, secondo Ghezzi, «cerchiamo da tempo di dare dignità al rito civile, affinché la cerimonia sia adeguata all'importanza simbolica ed emotiva dell'evento».  Tra gli sposi stranieri che scelgono Pisa ci sono americani, australiani, albanesi, inglesi e tedeschi. Per loro, che non sono residenti, le tariffe sono maggiori. Ma non sono necessarie le cosiddette pubblicazioni.  Invece le coppie "miste" superano il 10% e spesso sono formate da un italiano e una brasiliana.

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di Redazione Pisa