Finanza
Cantieri, concessione lunga 15 anni
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Operai dei Cantieri di Pisa durante un corteo per difendere i posti di lavoro L'accordo è tra la Navicelli Spa e la Porta a Mare Srl
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PISA. Se quello dell'oneroso costo della concessione, o meglio della sub-concessione, è il vero ostacolo ad una soluzione per la vicenda dei Cantieri di Pisa (gruppo Baglietto), il problema si presenta di lunga durata. La concessione, rinnovata il 28 giugno 2010, ha una validità di 15 anni. Il dettaglio, che tanto dettaglio non è, è emerso nel corso del question time che ha aperto la seduta del consiglio comunale di ieri. Ed era contenuto in una relazione della Navicelli Spa (il soggetto che attribuisce le concessioni) alla base della risposta dell'assessore Andrea Serfogli alla questione posta dal consigliere Maurizio Bini di Rifondazione. Una relazione lunga e molto tecnica che ricapitola tutti i passaggi di una vicenda che, a proposito di queste concessioni, comincia nei primi anni Settanta. La Navicelli, in sostanza, spiega che tutti gli atti compiuti hanno il supporto di un parere legale. Compresa l'ultima concessione data alla Cantieri di Pisa Porta a Mare Srl, la società che detiene i diritti dell'area (pagando un canone intorno ai 300mila euro all'anno), ma senza svolgerci attività di carattere produttivo o industriale; tali diritti sono quindi stati "girati" in subaffitto alla Camuzzi (cui fa capo il gruppo Baglietto) per una cifra sugli 800mila euro. Per il liquidatore del gruppo Baglietto, Federico Galantini, questa situazione non incoraggia gli interessati a rilevare i Cantieri. Il consiglio comunale tornerà ad occuparsi del caso, visto che al question time di ieri è già seguita un'interrogazione che sarà discussa in una prossima seduta. Intanto, da Monaco, dove da poco si è chiuso il salone nautico, arrivano dichiarazioni che non possono far piacere. «Baglietto oggi costa 42 milioni di euro, quanto il 5% di Banca Intesa. Non credo ci sia nessuno in grado di comprarlo. In questo momento e con queste cifre. Neanche i cinesi». Lo ha detto Massimo Perotti, patron dell'azienda Sanlorenzo, uno che a Baglietto si era interessato a più riprese. Poi ha spiegato: «Intanto è un cantiere senza manager e senza maestranze. E' un marchio glorioso, ma l'azienda è fallita tre volte in 15 anni. In più, questo concordato al 18% è stato deciso dopo che Overmarine aveva alzato la percentuale da 10 a 18%. E su questa base il gruppo Balducci ha siglato l'accordo, per poi andarsene perchè non era in grado di sostenere il contratto. Ma il concordato è rimasto su questa cifra. D'altra parte a noi, lo abbiamo già detto, interessa solo il marchio ed il sito produttivo di Spezia. Non ci interessa Varazze, né i Cantieri di Pisa». Intanto il fondo istituito da Tremonti per sostenere le aziende è entrato in Sanlorenzo: sarà varato un aumento di capitale da 30 milioni di euro. F.L.
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