Sicurezza
Autiero:«Nonostante la gaffe la scienza italiana è rispettata»
Il professore, responsabile dell'analisi delle misurazioni nell'ambito della ricerca del Cern di Ginevra sulla velocità dei neutrini, è intervenuto stamane in una video conferenza all'università di Pisa
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PISA. «La gaffe sul tunnel ha fatto ridere e molto anche all'estero, ma per fortuna la scienza italiana gioca comunque un ruolo da protagonista anche a livello internazionale ed è ugualmente rispettata. Non sarà certo un comunicato stampa sbagliato a metterla in crisi». Lo ha detto Dario Autiero, il fisico responsabile dell'analisi delle misurazioni nell'ambito della ricerca del Cern di Ginevra sulla velocità dei neutrini, durante una videoconferenza stamani all'università di Pisa.
Autiero si è laureato nell'ateneo toscano, dove ha conseguito anche il dottorato di ricerca iniziando a sviluppare i suoi studi sui neutrini sotto la guida del professor Vincenzo Cavasinni, anch'egli presente oggi insieme al rettore Massimo Augello. «Ciò che mi preme sottolineare - ha aggiunto Autiero - è che in Italia vi sono moltissimi bravi ricercatori, che purtroppo non riescono ad accedere ai posti permanenti e per questo devono emigrare all'estero. Ma la qualità dei nostri studi è senza dubbio pari o migliore ad altre realtà europee: purtroppo sono nettamente inferiori gli sbocchi professionali.
In Francia, invece, la possibilità di partecipare a concorsi pubblici per posti permanenti si fanno con una certa regolarità». Inoltre, lo scienziato ha ricordato «che la formazione dei ricercatori italiani, dall'inizio del loro percorso di studi al perfezionamento, costa allo Stato centinaia di migliaia di euro: investimenti di cui beneficiano poi gli altri Paesi proprio per le scarse opportunità professionali offerte dall'Italia».
Autiero ha infine ribadito che le misurazioni sulla velocità dei neutrini dovranno «essere valutate da commissioni indipendenti e solo nel giro di un paio d'anni la comunità scientifica può accertare quanto importante siano stati i nostri calcoli nella storia della fisica». Per Cavasinni, tuttavia, si tratta di «un risultato che, quando sarà confermato e validato scientificamente, può aprire per Autiero la strada verso il premio Nobel».
Autiero si è laureato nell'ateneo toscano, dove ha conseguito anche il dottorato di ricerca iniziando a sviluppare i suoi studi sui neutrini sotto la guida del professor Vincenzo Cavasinni, anch'egli presente oggi insieme al rettore Massimo Augello. «Ciò che mi preme sottolineare - ha aggiunto Autiero - è che in Italia vi sono moltissimi bravi ricercatori, che purtroppo non riescono ad accedere ai posti permanenti e per questo devono emigrare all'estero. Ma la qualità dei nostri studi è senza dubbio pari o migliore ad altre realtà europee: purtroppo sono nettamente inferiori gli sbocchi professionali.
In Francia, invece, la possibilità di partecipare a concorsi pubblici per posti permanenti si fanno con una certa regolarità». Inoltre, lo scienziato ha ricordato «che la formazione dei ricercatori italiani, dall'inizio del loro percorso di studi al perfezionamento, costa allo Stato centinaia di migliaia di euro: investimenti di cui beneficiano poi gli altri Paesi proprio per le scarse opportunità professionali offerte dall'Italia».
Autiero ha infine ribadito che le misurazioni sulla velocità dei neutrini dovranno «essere valutate da commissioni indipendenti e solo nel giro di un paio d'anni la comunità scientifica può accertare quanto importante siano stati i nostri calcoli nella storia della fisica». Per Cavasinni, tuttavia, si tratta di «un risultato che, quando sarà confermato e validato scientificamente, può aprire per Autiero la strada verso il premio Nobel».
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