Il dolore
«Un'occasione per le nostre imprese»
◗
Lo store di Ikea a Sesto Fiorentino La provincia pronta a costruire una filiera intorno allo store
3 MINUTI DI LETTURA
CASCINA. «Con l'arrivo del colosso svedese anche le aziende del territorio avranno grandi opportunità. Sarebbe interessante, vista la configurazione delle aziende cascinesi che da sempre si sono distinte per la lavorazione del legno, pensare ad una sinergia tra Ikea e settore mobiliero locale. Una collaborazione che esiste già in altre realtà del territorio nazionale e che potrebbe portare nuovo vigore all'economia locale». È il primo commento del sindaco di Cascina, Alessio Antonelli. Cascina avrebbe accolto molto volentieri Ikea sul proprio territorio. Insomma, Antonelli pensa che la cittadina del mobile possa ancora dire la sua. Pisa non ha certo una tradizione legata al mobile come possono averla Cascina o Ponsacco e Perignano. «Ora dobbiamo essere bravi - aggiunge il sindaco - a sfruttare questa occasione». «Crediamo che il progetto Ikea vada sostenuto con l'impegno di garantire il massimo risultato per le imprese del territorio», dice Andrea Zavanella, presidente di Cna. Secondo gli artigiani della Cna sono da considerare le ricadute non solo future ma anche immediate. «Un insediamento come quello di Ikea significa molto lavoro per le imprese dell'edilizia della zona», aggiunge Zavanella. «Se la nostra associazione che raccoglie piccoli imprenditori e artigiani da decenni è impegnata in prima linea per difendere da un lato il principio che "piccolo è bello", dall'altro però raccomandiamo e mettiamo in campo progetti di alleanze, di filiere, di consorzi, per superare i limiti delle piccola dimensione. E visto che Ikea già oggi si avvale delle produzioni italiane (l'Italia è il terzo mercato per approvvigionamenti del gruppo) siamo convinti che le riconosciute competenze, l'esperienza e l'alta qualità delle nostre produzioni mobiliere e delle subforniture, possano e debbano essere prese in considerazione». Altro commento di Fabio Salvadori di Complementi Arredo: «Arrivo Ikea? Destino ineluttabile... ci stiamo impoverendo come paese, ma la sfida è competere su innovazione e qualità, non subire la concorrenza sui bassi prezzi. È un problema però di sistema paese. Che andrebbe affrontato sul serio oltre che riempirsi la bocca con il made in Italy. C'è bisogno di ricerca, di cultura di formazione, enti e strutture sociali al fianco delle imprese. Molto più di quanto avvenga adesso». «Ben venga la concorrenza! Spesso può diventare un'occasione per confrontarsi e perchè il cliente possa meglio capire le differenze qualitative di prodotti tecnicamente e qualitativamente diversi. Saremmo stati più contenti se la struttura fosse stata collocata in questa zona per ravvivarne il movimento commerciale. Quindi non ci spaventa la concorrenza di Ikea perché si rivolge a segmenti di mercato completamente diversi dal nostro», è il commento di Mariella e Laura Torri di Softhouse-Perignano. Roberto Cerri, imprenditore di Navacchio, pensa che Cascina abbia perso un'occasione importante ora che Ikea ha scelto Pisa. «Come al solito Pisa schiaccia Cascina - dice - Non penso che la scelta di Pisa ci porterà benefici. Il minore male era farla venire a Navacchio, c'è già un polo commerciale. Il nostro settore soffre molto la crisi, anche noi stiamo cercando di rivedere la nostra organizzazione. Ora abbiamo 150 persone che lavorano per noi, vedremo cosa succede dopo Ikea. L'altra cosa che mi lascia perplesso riguarda le superfici. A noi per ottenere un ampliamento ci hanno fatto impazzire. Solo negozi e niente centro commerciale. A pochi chilometri di distanza invece tutto è possibile...». S.C.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
