La manifestazione
A una svolta la vertenza nellazienda di Ospedaletto che produce profilati in alluminio
L'All.co dice sì ai prepensionamenti
Gianluca Campanella
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La protesta dei lavoratori della All.co Dieci lavoratori disposti a lasciare la fabbrica in cambio di un incentivo
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PISA. Manca solo la firma, ma il caso All.co si avvia a una soluzione. L'incontro di ieri tra azienda e rsu ha visto la prima accettare la proposta dei sindacati sul prepensionamento incentivato a base esclusivamente volontaria. Scongiurati, quindi, i 19 licenziamenti previsti. Tanti erano gli operai inseriti nel piano di mobilità presentato a giugno dalla direzione della ditta che produce profilati in alluminio. Gli scioperi che da venerdì paralizzano la produzione forse sono serviti. I licenziamenti coatti si sono trasformati: ora chi decide di andare in quiescienza prenderà l'assegno di mobilità (che gli sarebbe spettato in ogni caso); a quella cifra All.co aggiungerà l'80% della differenza tra la pensione piena e l'assegno stesso. A questo punto bisogna capire quanti sono i lavoratori intenzionati a lasciare: pertanto l'azienda avvierà un'indagine durante la quale i circa 170 addetti della sede di Ospedaletto saranno convocati uno a uno, con la supervisione di un rappresentante sindacale. Il colloquio servirà a stabilire l'importo esatto della cifra che spetterebbe in caso di sì al prepensionamento. Sembra che già una decina di persone sia disponibile a lasciare a queste condizioni. Ma ciascuno avrà modo di ragionare di una cifra precisa con la propria famiglia. Difficile che l'indagine finisca per venerdì, giorno dell'incontro in Provincia: questo si svolgerà lo stesso, per correttezza istituzionale verso l'assessore al lavoro Anna Romei, che l'aveva convocato; ma è probabile che le parti chiedano un altro po' di tempo prima di "chiudere". «Cauto ottimismo» da parte di Natasha Merola (Fiom): «Ogni lavoratore ha fatto 30 ore di sciopero circa, sacrificio che non si chiede a cuor leggero. L'azienda ha riflettuto sul disagio espresso».
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