Il dolore
Va via la luce, ma l'ascensore va
Maria Lardara
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La sede a Migliarino e sotto Luciano Scatena Funziona anche in caso di blackout e viene prodotto a Migliarino
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VECCHIANO. Il brevetto si chiama "Supermec". È il primo ascensore a prova di black-out e non teme rivali. I claustrofobici più ostinati che hanno il terrore di un ascensore ringrazieranno. Questa è la storia di un imprenditore, Luciano Scatena, presidente della Ep Elevatori la cui sede legale è a Prato, ma l'impianto di costruzioni è a Migliarino. Dallo stabilimento che si trova in via Pavoncella (una traversa di via della Bozza nella zona industriale di Migliarino), dove operano 97 addetti, esce qualcosa come 1.600 elevatori prodotti in un anno. La Ep Elevatori è stata creata nel 1991 da Scatena insieme al socio Franco Antonelli di Montecatini. La sede legale è a Prato dove si studiano i progetti d'investimento futuri dell'azienda. «Qui rimane pur sempre il cuore della nostra amministrazione e sempre qui stiamo ottenendo buoni riscontri di mercato - spiega il presidente della Ep, Luciano Scatena -. All'epoca decidemmo di localizzare la produzione a Vecchiano per la comodità della posizione sia rispetto all'aeroporto di Pisa che al porto di Livorno». Rivoluzionaria l'ultima scoperta che gli ingegneri della Ep hanno tirato fuori dal cilindro: un ascensore capace di viaggiare fino a un massimo di 250 volte anche senza corrente e con un bassissimo impatto energetico paragonabile alla potenza di un phon (0,55 chilowatt). Un migliaio i pezzi messi in produzione finora dalla fabbrica di Migliarino (400 nell'ultimo anno), pensati per un mercato residenziale e per condomini che arrivano fino a un massimo di cinque-sei piani. «Il principio - spiega Luca Barboni, ingegnere della Ep - è lo stesso di un telefonino alimentato a batteria». Per rimanere prigionieri al suo interno bisogna insomma che l'ascensore si fermi dopo essersi "scaricato". Il mercato in cui sta spopolando è quello australiano, anche se le richieste dall'Italia stanno aumentando. Interessante anche il giro dell'indotto che la Ep Elevatori muove lungo la filiera, creando lavoro per una cinquantina di piccole ditte di montaggio. Una parte delle macchine viene installata direttamente, un'altra (soprattutto all'estero) viene commercializzata attraverso la rete di distribuzione. «Le prime "ingegnerizzazioni" alla pratese - come le definisce lo stesso Scatena - risalgono ormai a qualche anno fa. Avevo nella testa l'idea di produrre un ascensore a basso consumo energetico. Del resto, quando iniziammo a costruire piattaforme elevatrici certificate, altro ramo della nostra attività, ci davano per matti. In questo periodo viviamo una fase di sviluppo: compatibilmente con i volumi che potremo raggiungere in futuro, non si escludono nuove assunzioni».
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