Il Tirreno

Pisa

L’assessore, part-time da un anno, ci sta
riflettendo. «Ma non ha ancora scelto»

Su Fabrizio Cerri voci insistenti di dimissioni vicine

Su Fabrizio Cerri voci insistenti di dimissioni vicine

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 PISA. Fabrizio Cerri sta per dimettersi da assessore comunale? La voce gira da tempo. E negli ultimi giorni si è fatta più intensa. Questa vicenda parte da lontano, già dalle storie legate alla successione a Fontanelli come sindaco. E riflette le "posizioni diverse" che ci sono dentro il Pd.  Dopo la pausa estiva la questione sembra aver avuto un'accelerata. Cerri sull'argomento rimane in silenzio. Mentre negli ambienti più vicini all'assessore all'urbanistica, da un anno part-time a Palazzo Gambacorti, dicono che è «in fase di riflessione». Una conferma, dunque, che qualcosa deve succedere. «Non la tirerà per le lunghe», si aggiunge.  Tutte le voci che restano anonime sono concordi su un fatto: non è stata ancora presa alcuna decisione. In un senso o nell'altro.  Ma attorno a cosa ruotano queste riflessioni di Cerri? I punti cardine restano quelli della lettera che scrisse un anno fa e che partivano da una diversa «idea di partito», dopo che si erano votate nei circoli della città le varie mozioni con affermazione della piattaforma politica proposta da Bersani. Ma da allora, scriveva Cerri, «non si è migliorato per quanto riguarda la coesione nel partito, sia nella maggioranza che nell'evoluzione dei rapporti politici, a partire da Sel».  Ecco, per Cerri ed i "cerriani", la parte più a sinistra del Pd, il dialogo difficile della maggioranza Pd con Sel è un problema. Cui si sommano, ad esempio, visioni diverse sull'uso delle primarie e sul "conformismo" all'interno del partito.  La riflessione di Cerri sembra in sostanza su questo: nel giro di un anno è cambiato qualcosa? Quelli più vicini all'assessore sottolineano che il sindaco è al corrente di tutto e auspicano «una soluzione politica per far incontrare le diverse posizioni». E ora attendono un segnale dai vertici del Pd. Ma in caso di dimissioni? Già ci si interroga sulle possibili conseguenze. Qualcuno si sbilancia: «Non accadrebbe niente, ma ci sarebbe un po' di amarezza in più». F.L.

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