Attenzione
Gli operai bloccano lo stabilimento All.co
Gianluca Campanella
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Un momento della protesta dei lavoratori della All.co Oggi incontro con l'azienda per scongiurare 19 licenziamenti
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PISA. Ancora un salto di qualità nella vicenda All.co. Ieri c'è stato il blocco totale dello stabilimento di Ospedaletto che produce profilati in alluminio. La decisione è stata presa dai lavoratori dopo che nella notte tra lunedì e martedì i turnisti erano stati messi "in libertà", cioè mandati a casa e non retribuiti. L'escalation prosegue ormai da venerdì scorso, giorno in cui il vertice in Provincia tra sindacati e proprietà si era risolto in un nulla di fatto. Quella mattina si discuteva del progetto di mobilità per 19 operai e non furono accolte le proposte delle rsu: prepensionamenti incentivati e su base esclusivamente volontaria oppure risorso agli ammortizzatori sociali. Dopo tre ore di inutile trattativa, venerdì le tute blu si sono trasferite in azienda e hanno cominciato lo sciopero a oltranza, secondo la modalità "a scacchiera": i vari reparti si sono astenuti dal lavoro in orari diversi tra loro, rendendo di fatto impossibile la produzione. La direzione di All.co, allora, lunedì ha annunciato che se non fosse stato sospeso lo sciopero e se l'agitazione non fosse proseguita in altre forme, il turno di lunedì notte sarebbe saltato. La posizione della proprietà è stata ritenuta antisindacale dalle rsu («Non ci possono dire come fare sciopero» è il commento) e pertanto non è stata accettata. Tutti i turnisti, e siamo arrivati a due notti fa, non sono entrati nello stabilimento per scelta di All.co, mentre lo schema dello sciopero prevedeva che qualcuno timbrasse: la rotazione delle assenze serve a limitare il sacrificio di ore perse chiesto ai lavoratori. Di fronte a questo muro contro muro, anche la forma di lotta adoperata dagli operai ieri si è fatta radicale. In tutto il giorno è stato impedito l'accesso in fabbrica persino ai camion dei rifornitori; e i macchinari stati del tutto inattivi. A quel punto All.co ha convocato le parti sociali per oggi: un incontro informale che cerca di stemperare il clima; l'incontro ufficiale, invece, dopo il fallimento di venerdì scorso era già stato fissato per il giorno 30 al centro per l'impiego. Di fronte alla possibilità di anticipare la trattativa, da questa mattina i lavoratori sospendono ogni forma di protesta in segno di disponibilità. In base a quello che emergerà durante l'incontro, saranno poi decise ulteriori iniziative. Di certo si cercherà di scongiurare i 19 licenziamenti annunciati: sebbene la proposta di mobilità sia partita a giugno, sino a oggi non c'è stata una sola ora di cassa integrazione; anzi il sabato All.co ha sempre chiesto lo straordinario. Ieri abbiamo cercato di parlare con i vertici dell'impresa: invano, come ormai accade da sei giorni. Al contrario, Natasha Merola, della Fiom (i metalmeccanici della Cgil), ci tiene a evidenziare «la grande capacità di unione dimostrata dai lavoratori: nessuno se l'è sentita di rompere il fronte». Anche i più tutelati dalle leggi sul diritto al lavoro (gli anziani e i malati) ieri mattina erano davanti ai cancelli e non dentro. Parlando con gli operai emerge solo un'idea fissa: «Diciannove di noi salteranno se va in porto il piano dell'azienda. E non si sa chi possa essere. Domani potresti non trovarmi qui. Oggi lottiamo tutti insieme».
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