Il Tirreno

Pisa

Mi diceva: sei un essere inferiore

Candida Virgone
Una immagine di abusi su una donna
◗
Una immagine di abusi su una donna

Prof universitario alla sbarra per abusi sulla moglie

2 MINUTI DI LETTURA





 PISA. «Se un essere inferiore, non sei alla mia altezza, come la tua famiglia, una famiglia di m..... Smetterò di picchiarti solo se farai l'amore con me, devo picchiarti perché questo è l'unico modo per educarti». È il racconto di una moglie. Sono gli apprezzamenti che, spiega, il marito le ha rivolto quasi quotidianamente per anni. Che picchiarla fosse l'unico modo per educarla lui lo avrebbe detto anche alla suocera, stupita da tanta inutile violenza. Il racconto di anni di presunte angherie, dal 93 al 2007, quando, dopo essersi vista le forbici puntate alla gola la donna se ne era andata di casa portando via anche la loro bambina, è stato rievocato ieri mattina in tribunale nel processo che ha visto sotto accusa per violenza sessuale, sequestro di persona e maltrattamenti un professore universitario di fama internazionale. A confronto due versioni dei fatti, come da routine, nettamente in contrasto: quella della moglie e del pm che lo ha portato a giudizio, Giovanni Maddaleni, una sorta di film dell'orrore, e la sua, che racconta tutta un'altra storia. Dove sta la verità lo deciderà il primo collegio in nuova composizione (Murano, Cipolleta e Dell'Omo), che ieri, dopo annosi rinvii, ha dato avvio procedimento aggiornandolo a fine novembre.  Ieri mattina hanno deposto signora, una professoressa delle medie, che vive con la famiglia in provincia di Livorno, e suo fratello e sua madre. «Mi diceva - ha raccontato - che ero un essere inferiore, una stupida, che la mia era una famiglia di m...., non all'altezza della sua, fatta di studiosi, e le botte erano pane quotidiano. Il mio ex marito sostiene che le cose vanno per colore, per cui le mollette del bucato devono avere lo stesso colore e anche i libri». «Potevo andare a trovare mia figlia - ha raccontato la suocera - solo se lui mi dava il permesso, credo perché non ci ritenesse alla sua altezza, come d'altra parte diceva offendendoci, e potevo stare a casa loro, una villa in provincia di Pisa, solo mezz'ora mentre lui saliva al piano di sopra. Trascorsi trenta minuti scendeva indicando l'orologio e dovevo andarmene. Più volte ho medicato a mia figlia lividi e ferite, ma lui mi diceva che quello era l'unico modo per farsi ubbidire». «Mia sorella - ha detto il fratello - non aveva la patente e spesso l'accompagnavo io, ma guai se tardavamo: partivano le offese a cui non ho mai replicato per non complicare le cose, perché mia sorella mi diceva che era innamorata. Fino al primo maggio del 2007 quando finalmente ci chiamò in lacrime perché l'aveva picchiata davanti alla bambina e minacciata con una forbice da pota alla gola: chiamammo i carabinieri e andammo a prenderla».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa