Il Tirreno

Pisa

In Comune e Provincia iniziative per evitare l’estendersi di locali sul fiume. Chiesto anche un regolamento

Guerra alla movida sugli argini dell'Arno

Enrico Santus
Uno dei concerti più riusciti (quello dei Gatti Mèzzi) tenuto quest’anno sugli argini dell’Arno
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Uno dei concerti più riusciti (quello dei Gatti Mèzzi) tenuto quest’anno sugli argini dell’Arno

Contestato dal Pdl il bando per l'assegnazione delle altre aree

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PISA. Saranno presentate oggi, in consiglio provinciale, due mozioni urgenti del Pdl sul bando per la concessione degli argini dell'Arno a privati e associazioni, i cui termini sono previsti per il 7 ottobre. L'obiettivo è fermare l'assegnazione in quanto ritenute un errore, visto che secondo il centrodestra favorirebbero movida e appuntamenti rumorosi di musica dal vivo.

Ad annunciarlo, ieri mattina, è stato il coordinatore comunale del Pdl Diego Petrucci, che ha biasimato la Provincia per la scelta di aprire il bando ad agosto. «L'attuale regolamento - ha detto - non prevede né il recupero di tutte le aree che necessiterebbero di una rivalorizzazione, né le norme per favorire il decentramento della movida».

È per questo motivo che il Pdl ha deciso di presentare le due mozioni urgenti in cui si richiede di allargare le aree destinate a concessione (dal ponte delle Bocchette al ponte del Cep) e di regolamentare l'inquinamento acustico, subordinando l'assegnazione degli spazi alla possibilità di offrire musica purché non amplificata elettricamente.

Secondo Silvia Silvestri sarebbe inoltre necessario un censimento delle aree bonificabili e degli scivoli che ne consentono l'accesso. La vice coordinatrice provinciale ha fatto notare come la rivalorizzazione di questi spazi possa avere anche un'importante funzione sociale, in particolare nelle periferie. 

Mozioni analoghe, ma riferite agli spazi di competenza dell'amministrazione cittadina, verranno presentate giovedì 29 in consiglio comunale. «In più occasioni - ha dichiarato Petrucci - abbiamo proposto di concedere a privati, enti e associazioni spazi pubblici abbandonati o mal gestiti, come il bastione San Gallo, la zona dietro il ponte delle Bocchette, l'area del Cep, la Cittadella e lo stesso Giardino Scotto, ma i nostri tre atti di indirizzo sono stati bocciati».

Il coordinatore comunale del Pdl ha fatto poi sapere che il partito non esclude la possibilità i raccogliere firme per avvalorare la propria iniziativa, che persegue le intenzioni del centrodestra di sviluppare per Pisa un nuovo brand, quello della "Quite city". «Non la città silenziosa, ma la città pacata», ha precisato lo stesso Petrucci.

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