Proteste
Rifiuti, tre soluzioni allo studio
Vertice il 4 ottobre sulla spazzatura dei pendolari
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PISA. La riunione in Comune sul problema dei "rifiuti dei pendolari" slitta di una settimana. Si terrà a Palazzo Gambacorti martedì 4 ottobre. In quell'occasione diventerà operativo il confronto tra i Comuni interessati (Pisa, San Giuliano, Vecchiano, Calci, Cascina) e la Geofor, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti per l'intera area. Anzi, proprio la Geofor dovrà portare al tavolo della discussione le sue proposte. «Lo faremo - dice il presidente Paolo Marconcini - partendo da una serie di analisi aggiornate sulla reale provenienza dei rifiuti». Quelli che, migrando dai comuni che attuano la raccolta porta a porta, finiscono per sommergere i cassonetti al confine con Pisa, provocando non solo situazioni di degrado alle porte della città, ma anche alterando costi e quantità della differenziata nel capoluogo. Saranno tre le tesi portate avanti per cercare di limitare il problema. Una è quella di aumentare le batterie dei cassonetti, per chi non accetta il porta a porta e vuole ricorrere al sistema tradizionale, ai confini comunali (ma da quale parte?) «e questo però presuppone un costo», sottolinea Marconcini. L'alternativa è invece far sparire i cassonetti della vergogna dalle strade principali, spostandoli in strade più laterali (allo studio la collocazione precisa). Soluzione ulteriore che Geofor ripropone è quella di estendere il porta a porta ai quartieri periferici, per uniformare i sistemi di raccolta e creare più difficoltà a trovare il cassonetto. In pratica, togliere la tentazione ai pendolari. F.L.
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