Sicurezza
Reclami dei cittadini, percentuali minime
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La sede della Sepi in via dei Facchini Nel 2010 sono stati 37 su oltre 22mila utenti ricevuti
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PISA. I reclami dei cittadini alla Sepi presentano numeri dalle percentuali molto basse. Dalla tabella che pubblichiamo possiamo vedere - dal 2006 al 2010 - qual è il numero dei reclami totali in rapporto agli utenti che sono stati ricevuti. «Il reclamo - fa sapere Sepi - può giungere da più fonti. L'utente può segnalare un disservizio in più modi o direttamente allo sportello, all'atrio, al call center, all'ufficio qualità. Il disservizio può essere segnalato su carta libera oppure direttamente sul modulo predisposto». Se andiamo a vedere il 2010 mese per mese, vediamo che i reclami presentano dei picchi. A gennaio, febbraio e marzo c'è stato un reclamo per ogni mese. Ad aprile sono stati 4 e 7 a maggio. Pochi durante l'estate, poi 4 a ottobre, 3 a novembre e 10 a dicembre. In tutto 37 reclami che rappresentano lo 0,16% su 22.625 utenti. Un altro dato riguarda il numero degli utenti che nel 2006 era oltre i 50mila e nel 2007 sfiorava i 58mila, mentre registriamo un veriginoso calo nel 2009 con gli utenti che scendono a 33.584. «La brusca riduzione - spiega Sepi - è imputabile alla fine del servizio di riscossione diretta presso i propri locali che la società ha sospeso eliminando anche tempi di attesa. Di pari passo è importante segnalare la crescente utilizzazione del servizio T-serve per i pagamenti. Questo canale è tra l'altro caratterizzato dalla capillarità sul territorio e dal fatto che non comporta spese di commissione per gli utenti». In pratica, i cittadini non essendo più obbligati a recarsi alla sede della Sepi per pagare, si sono rivolti ai servizi decentrati in banche e - soprattutto - tabacchi (ormai oltre cento). Sempre più cittadini hanno fatto uso del servizio T-serve e ciò ha comportato una progressiva diminuzione degli utenti ricevuti. Tuttavia, bisogna fare una precisazione: «il dato relativo al 2010, che risulta essere quello più basso degli ultimi anni - sostiene Sepi - è inficiato dal mancato recupero dei dati relativi all'affluenza del periodo estivo a causa di un problema tecnico riscontrato in occasione dell'acquisizione del nuovo software di gestione del counter aziendale. A luglio 2010 è stato inoltre interrotto il servizio "Qui Enel"».
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