La manifestazione
Incubo ricorsi per la Sepi
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La notifica di una multa della polizia municipale Multe e notifiche, nove cause perse ogni sei vinte
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PISA. Sono tantissimi i pisani che ogni anno instaurano un contenzioso con il Comune per contestare le multe o le loro notifiche. Lo confermano i dati dell'associazione Baby Consumers, ai cui sportelli arrivano spesso le lamentele di chi ritiene, a ragione o a torto, di aver subìto un torto ingiusto dal Comune. Uno studio a campione effettuato in due mesi parla di circa ottanta sentenze dei giudici di pace pisani riguardanti ricorsi contro sanzioni amministrative (molti altri vedono come controparte la polizia provinciale o i Comuni vicini), e venti direttamente contro la Sepi, quindi contro i tempi e i modi delle notifiche e gli strumenti di riscossione. «In questo periodo abbiamo ricevuto anche molte lamentele per i tredici euro di sovrattassa contenuti nelle notifiche delle multe - spiega il presidente Pino Staffa, - ma per quello c'è poco da fare». «In sostanza: si rassegni a pagare un balzello legalizzato chi si vedrà recapitare a casa una multa. Oltre alla sanzione prevista dal verbale, infatti, il malcapitato automobilista dovrà sborsare delle spese varie che risultano poco comprensibili ma purtroppo sono regolari». Il caso tipico: «Il cittadino si vede recapitare un verbale meccanizzato per una violazione commessa per divieto di sosta. Eppure, alla data indicata sull'atto di accertamento, ricorda bene di non avere rinvenuto alcun avviso per l'illecito commesso posto dietro il tergicristalli. Però ora, ricevuta la notifica dell'infrazione, rileva che l'importo della sanzione è lievitato notevolmente a causa delle spese postali ed amministrative che vi sono state aggiunte: 13 euro per la precisione». Se in questo caso non c'è niente da fare, in molti altri il cittadino può protestare. Baby Consumers ha preso ad esempio 20 sentenze che le sono state segnalate in due mesi: in 9 casi il cittadino ha avuto partita vinta dal giudice di pace, in altri 6 aveva ragione la Sepi, in 4 vertenze il giudice ha dichiarato cessata la materia del contendere perché il verbale era stato ritirato in via di autotutela oppure ha accolto solo parzialmente il ricorso, e in una ha dichiarato la propria incompetenza perché in quel caso il cittadino avrebbe dovuto rivolgersi al tribunale». I motivi delle lamentele? «Di solito la tardività delle notifiche oppure la richiesta di pagamento di una multa già pagata o già annullata». Fino a poco tempo fa, molti ricorsi vertevano anche sull'irregolarità della procedura di riscossione tramite ingiunzione di pagamento, ma ormai i giudici sono concordi nell'attribuire alla Sepi questa facoltà.
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