La manifestazione
L'ultimo straziante saluto a Francesca
Luciano Bartalini
Una folla incontenibile a Molina ha partecipato al funerale della studentessa morta in un incidente stradale
2 MINUTI DI LETTURA
MOLINA DI QUOSA. Una folla incontenibile ha reso ieri l'estremo saluto a Francesca Magnani, la studentessa universitaria deceduta martedì scorso nello scontro frontale tra due auto. Tanti i gruppi di giovani riversati in paese fin dalle primissime ore del pomeriggio. Amici, conoscenti, parenti e compagni di studi raccolti in un silenzio compunto rotto solo a tratti dai sinistri rintocchi delle campane. Infiniti i mazzi di fiori appoggiati sul pavimento della chiesa, mentre la gente veniva invitata a defluire nello spazio del coro dietro l'altare per l'inverosimile calca. «Molina oggi è in lutto per l'incolmabile perdita di Francesca» ha esordito nella sua omelia padre Joy Xavier, il sacerdote di origine indiana assistito nella cerimonia funebre da don Guido Papini. «Solo qualche giorno fa - ha continuato il parroco - Francesca era tra noi, piena di vita. Non ci si abitua ad una scomparsa prematura, ma la morte purtroppo non ha età». Come sembravano non aver età i tanti ragazzi carezzati amorevolmente da Adele, la madre di Francesca, mentre le sfilavano silenziosamente a fianco dopo aver ricevuto il sacramento della Comunione. Il momento della benedizione della salma ha fatto poi breccia negli animi affranti e in diversi si sono abbandonati al pianto mentre qualcuno accusava lievi malori e veniva prudentemente portato all'aria aperta. Accorata e commovente anche la lettera di ringraziamento letta da una delle tante amiche di Francesca per esorcizzare la paura di una perdita che ognuno teme di non saper gestire, poi tanti e commossi i ringraziamenti di mamma Adele e papà Rolando ai tanti ragazzi abbracciati ad uno ad uno. L'applauso sul sagrato ha accolto il feretro all'uscita dalla chiesa e poi la decisione repentina degli amici più intimi di portare Francesca a spalla fino al cimitero di Molina. Il suo grande desiderio era quello di fare la hostess, un sogno spezzato e resta nel cuore del padre e della mamma una sofferenza per cui non esistono parole.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
