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Pisa

La pillola "dei cinque giorni dopo"

La pillola "dei cinque giorni dopo"

Entro un mese saranno stabilite le modalità d'impiego

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 PISA. «Entro ottobre saranno stabilite le modalità d'impiego della cosiddetta "pillola dei cinque giorni dopo"» (dopo i rapporti sessuali a rischio gravidanza indesiderata, ndr).  Lo ha detto Sergio Pecorelli, presidente dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) a margine di un incontro alla Normale di Pisa, nell'ambito degli appuntamenti per il bicentenario della Scuola.  «Nella prossima riunione del Consiglio tecnico scientifco - ha spiegato Pecorelli - saranno stabilite le regole per il suo impiego».  Il presidente dell'Aifa ha poi sottolineato che, rispetto al dibattito che si è sviluppato intorno a questa decisione, «il Consiglio tecnico scientifico, per sua stessa natura, terrà conto solo degli elementi scientifici legati al farmaco e le regole seguiranno, come sempre, le regole dell'Istituto superiore di sanità».  La conferenza di ieri alla Normale verteva sul tema "Farmaco: decide il medico o il filosofo?".  Dice Pecorelli al rugardo: «Noi abbiamo il compito di stabilire regole che tengano in equilibrio le aspettative dei pazienti, la sostenibilità del sistema economico e le esigenze delle case farmaceutiche che investono. E il nostro regolatorio è, proprio per questo, un modello di riferimento in tutto il mondo».  «Del resto il nostro raggio d'azione - ha aggiunto Pecorelli - è fissato dai punti cardine di una legge, secondo me molto assennata, che stabilisce di investire nell'innovazione tutto ciò che si risparmia con i farmaci generici».  «Questo garantisce la sostenibilità del sistema, perché, soprattutto in campo oncologico, vi sono farmaci che costano anche 100 mila euro a paziente per singoli cicli di terapie ed è chiaro che se li si dovesse applicare ai 3-4.000 pazienti colpiti da quella patologia non vi sarebbero altre risorse a disposizione».  «Il nostro regolatorio è chiamato dunque a fare scelte eque che tengano conto delle esigenze dei malati che guardano all'innovazione per trovare la cura, della sostenibilità economica del sistema sanitario e anche delle aziende che investono nella ricerca».

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