Il Tirreno

Pisa

IL RACCONTO DEL PADRE

«Abbiamo sperato a lungo, poi a casa sono arrivati i vigili urbani»

Luciano Bartalini
«Abbiamo sperato a lungo, poi a casa sono arrivati i vigili urbani»

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 MOLINA DI QUOSA. «Vado con gli amici e torno verso mezzanotte». È con queste parole che Francesca Magnani si era congedata dai suoi lunedì sera. Poi la decisione di lasciare l'auto a San Giuliano per proseguire tutti insieme su un'unica macchina senza valutare le esigenze del gruppo che l'hanno costretta a una serie di inevitabili ritardi.  «Sto tornando»: è stato l'ultimo sms inviato ai genitori alle 4.12 di mattina. Da lì in poi un black-out assoluto sconfinato nella disperazione. «Abbiamo aspettato fino alle 5.30 - ha detto ieri visibilmente scosso il padre, Rolando - poi ci siamo attaccati inutilmente al telefono e ogni minuto di attesa è parso un'eternità. Abbiamo pensato al peggio, ma abbiamo continuato a sperare fino a quando alle 7.45 la polizia municipale ha suonato al nostro campanello. Ho chiesto se fosse successo un incidente, ma solo quando mi hanno invitato a parlarne direttamente in casa ho capito che poteva essere succeso qualcosa di brutto. Nel momento in cui ci hanno restituito il telefonino, la borsetta e alcuni suoi effetti personali, su di noi è calato il buio».  Rolando si ferma un attimo in raccoglimento, poi scorre la lunga serie degli sms inviati al cellulare di Francesca dai tanti amici increduli alla notizia trapelata. "Fatti viva!", "Ti prego rispondimi", "Scrivimi almeno qualcosa": sono quelli più frequenti che scorrono inesorabili sotto le dita del papà. Che aggiunge: «Erano in tanti a volerle bene e aveva un gesto di aiuto e una parola di conforto per tutti. Scherzosamente la paragonavo alla San Vincenzo de' Paoli, ma non se la prendeva, neanche quando l'apostrofavo con "la mia tap-model", per la sua statura».  Avrebbe tanto voluto fare la hostess, ma non era così alta. Francesca aveva compiuto 21 anni lo scorso 27 luglio e stava per affrontare il terzo anno di lingue a Pisa: a breve doveva sostenere gli esami di russo e spagnolo. Amava la musica, il ballo, i gatti e collezionava pupazzi di peluche e trousse da trucco. Intanto risuona forte il tam-tam della triste notizia su Facebook, dove Francesca gestiva molti dei suoi contatti.  «Non conosco la password per accedere alla sua home - dice il padre - ma vorrei poterlo fare per recuperare le tante foto che periodicamente le facevo e che lei puntualmente pubblicava. Sembra assurdo ma non siamo ancora riusciti a vederla. Mia moglie Adele è tornata nel pomeriggio a medicina legale per il riconoscimento della salma, dopo un primo tentativo a vuoto fatto nella mattinata».  In paese non si parla d'altro e sono in tanti a ricordarla. «Era una ragazza brava - dice don Guido Papini - sincera e onesta». «Allegra e unica» per Marco; «di aiuto e conforto per tutti nei momenti più difficili», secondo Elia e Gianmarco. «Lei era speciale. Solare e sempre con il sorriso stampato in faccia, si faceva in "quattro" per tutti». A dirlo è "Angie", quella che Francesca amava teneramente definire come la sua dolce metà. Francesca verrà sepolta nel cimitero di Molina vicino al nonno Luigi.

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