Sicurezza
Furti di rame, nei guai anche i cimiteri
Lucia Maffei
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Il cimiteto di San Piero a GradoSi allagano le tombe: bare sott'acqua e problemi igienico-sanitari
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SAN PIERO A GRADO. «È mai possibile che la tomba di mio marito debba allagarsi?». Ai cari estinti sepolti al cimitero di San Piero a Grado è meglio portare non fiori e candele, ma ombrelli e teli impermeabili. Almeno stando alla segnalazione di Maria Grazia Ciuti, 77 anni di Tirrenia. La donna al cimitero di via Orlandi si reca spesso per visitare la tomba del marito Franco. «Sempre la solita storia - racconta al telefono la pensionata - Quando piove il cimitero e la chiesetta si allagano completamente, e i danni sono ben visibili a tutti: le bare galleggiano, dai loculi esce acqua stile fontana e tutto è ricoperto da muffa e putridume viscido. Con l'arrivo dell'inverno il problema si ripresenta uguale a dieci anni fa, quando mio marito è scomparso». Il temporale dello scorso finesettimana è stata l'ennesima cascata (sui loculi della chiesetta) che ha fatto traboccare l'indignazione della signora, già protagonista due anni fa di una disavventura legata all'allagamento del solito cimitero. «Ero venuta a San Piero a portare un fiore a mio marito, quando improvvisamente cominciò a piovere. L'acqua entrava da tutte le parti, il pavimento era scivoloso. Ho dovuto chiamare la Protezione civile per farmi venire a prendere, avevo troppa paura di cadere e fratturarmi qualcosa». Un problema recidivo quindi, che la signora ha provveduto a segnalare da tempo alle amministrazioni comunali senza mai rassegnarsi, anche perché la spesa per l'acquisto del loculo non è stata indifferente: «Mio marito ha diritto a una sistemazione decorosa, se non altro all'altezza dei quasi cinque milioni di lire che spendemmo io e mio figlio a suo tempo per la tomba a San Piero. Non riesco a pensarlo in quelle condizioni di degrado». Ma qual è la causa dei ripetuti allagamenti? La signora Ciuti individua con precisione le carenze della struttura, che secondo lei sono almeno tre: porte, tetto e grondaie. «Le due porte d'ingresso alla chiesetta - è la sua descrizione - sono due dita più corte rispetto al pavimento, e quando piove l'acqua passa sotto a fiumi. Poi tre anni fa hanno rubato il rame dalla porzione di tetto dalla parte del cimitero vecchio, che dunque non ripara per niente. L'altra metà del tetto è di vetro: nella zona di raccordo c'è una grondaia centrale inadeguata». Il furto del rivestimento di rame avrebbe in sostanza aggravato alcune criticità progettuali di partenza. «Le copiose infiltrazioni segnalate giustamente dalla signora - spiega Andrea Serfogli, assessore comunale ai lavori pubblici - sono legate a una tipologia costruttiva non adeguata, che privilegia più l'estetica della funzionalità. Abbiamo da tempo individuato il problema e contiamo di risolverlo con due interventi da portare avanti in parallelo». Il primo intervento di manutenzione straordinaria da 90mila euro mira a risolvere i problemi segnalati dalla signora. Il secondo, dal valore stimato di 300mila euro, prevede l'ampliamento del cimitero sul retro per dismettere le tombe allagate. «Contiamo di reperire i finanziamenti entro l'anno, in modo da partire con i lavori tra febbraio e marzo del 2012», promette Serfogli.
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