Il dolore
Cantieri, c'è l'alternativa
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La sede dei Cantieri di Pisa Anche le istituzioni e il sindacato lavorano per cercare un acquirente
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PISA. Da una parte il liquidatore Federico Galantini con le sue trattative, i punti interrogativi, i cantieri spezzini che sembrano seguire un filone tutto loro, in modo indipendente dai Cantieri di Pisa (ma non erano la parte migliore della galassia nautica della Camuzzi?). Dall'altra ci sono ora le istituzioni pisane e la Cgil, sin dall'inizio in prima linea su questa vicenda che continua a far stare in bilico 61 lavoratori, la cui cassa integrazione scade a fine anno. Senza dimenticare l'indotto locale, altre duecento persone. Ebbene, quello che si affaccia è un percorso parallelo. Una strada diversa, alternativa a quanto finora costruito da Galantini, per salvare i posti di lavoro e rilanciare il cantiere in darsena. «E' un qualcosa che è ancora in corso e per questo non ci vogliamo sbilanciare», non si riesce a strappare altro nei palazzi delle amministrazioni e in quello del sindacato. La partita oggi, con l'incontro di Firenze, dovrebbe cambiare ritmo. A Galantini viene chiesto di mettere tutte le carte sul tavolo. Nell'incontro di un mese fa circa in Prefettura, l'amministratore unico del gruppo Baglietto aveva anticipato qualcosa dei suoi negoziati. Ci sono gli americani, aveva detto, e anche i cinesi. Ma questi ultimi si sarebbero buttati solo sui cantieri liguri. E gli americani, quelli della Bix, dovevano presentare le garanzie, ma i termini erano slittati. Da Galantini, oggi, istituzioni, sindacato e lavoratori vogliono un quadro aggiornato. Per capire come inserire in questo contesto l'alternativa su cui stanno lavorando. E' la difesa di un pezzo di storia pisana nel settore della nautica. Un'avventura cominciata nel 1956 sui Navicelli. Sotto l'insegna Baglietto i Cantieri ci sono da sei anni, con lo sbarco nel comparto del gruppo Camuzzi, una holding con sede a Milano. Tutto il resto discende dalla crisi. Nel 2009 la perdita netta del gruppo Baglietto era stata di 105 milioni di euro. E poi sono storia recente la richiesta di concordato preventivo, lo spettro del fallimento, l'accordo saltato con la Overmarine. Dall'incontro di Firenze si attende qualche certezza in più. Finalmente. F.L.
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