Sicurezza
Lettera anonima recapitata a sindaco, assessori e consiglieri
Orari e turni, il corvo spara sulla polizia municipale
Giovanni Parlato
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Una pattuglia della polizia municipale impegnata in controlli e palazzo Gambacorti sede del Comune 3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Ecco un'altra lettera anonima. Non è il solito corvo, stavolta chi sceglie di scagliare il dardo e nascondersi, conosce bene le conflittualità all'interno della polizia municipale. E, probabilmente, considerato il tono, la lettera deve essere stata scritta a quattro mani. La velenosa missiva, dalle accuse pesanti, si trova già depositata in procura che aprirà un'inchiesta. La lettera, due pagine fitte con diciotto punti di critiche specifiche, è stata inviata al sindaco, al direttore generale del Comune, agli assessori e ai consiglieri comunali, al comandante Massimo Bortoluzzi e ai due vice: Paolo Migliorini e Tiziana Lensi. Tuttavia, anche se così è scritto in testa alla lettera, non risulta sia arrivata a tutti questi destinatari, ma solo ad una parte di essi. La lettera è arrivata a palazzo Gambacorti per posta all'inizio della settimana. Chi scrive non usa la prima persona singolare, ma la prima persona plurale e quel "noi" sottinteso giustifica l'uso dell'anonimato «per evitare sicure ritorsioni» il che fa pensare a personale interno alla polizia municipale. La missiva prende di mira l'ufficio servizi. Nella lettera si citano presunti favoritismi e soprusi, conteggi di turnazioni poco chiari e altre questioni su cui sarà la magistratura a fare chiarezza. Fra i vari consiglieri comunali che hanno ricevuto la lettera, c'è chi non ha esitato a inviare tutto in procura. Sono stati i Cobas del Comune di Pisa a fare conoscere, ieri mattina, l'esistenza di questa lettera. Prima con una mail ai giornali e poi inondando di volantini l'atrio di palazzo Gambacorti. «Che all'interno della Polizia Municipale - si legge nella nota dei Cobas - ci siano dei problemi è cosa risaputa e non c'era bisogno di lettere anonime per scoprirlo. La Pm è utile al sindaco per raggiungere il suo programma di mandato, per dare l'immagine di una città "sicura" e accontentare Confcommercio e Confesercenti la cui unica preoccupazione è non il rilancio del turismo, ma la repressione dell'abusivismo commerciale». Il contenuto della lettera, ieri, è stato visionato da Antonio Cassone, assessore comunale al personale. «Non capisco perché si scrivono lettere anonime su temi, come i turni, che dovrebbero essere trasparenti. È chiaro che c'è qualche malessere, ma bisogna avere anche fiducia e affrontare la discussione nei tavoli sindacali, parlando con i responsabili e non affidandosi alle lettere anonime». Ma, perché, questi lavoratori hanno scelto la via della lettera anonima, invece di bussare alla porta dei sindacati? «Non condivido la forma dell'anonimato - dice Federico Giusti dei Cobas del Comune di Pisa - ma da una parte la legge Brunetta impedisce ai sindacti di entrare nel merito delle questioni e poi l'amministrazione comunale, su molte questioni, va avanti in modo unilaterale non prendendo in considerazione la posizione sindacale. Comunque, da tempo, all'interno della polizia municipale il clima è pesante».
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