Attenzione
Negozi, frena l'emorragia di vendite
◗
Lesterno di un negozio di frutta e verdura Forte il recupero della piccola distribuzione e del settore alimentare
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. È un quadro con ombre e luci quello che emerge dall'indagine sul commercio al dettaglio della provincia di Pisa nel secondo trimestre 2011 secondo l'Ufficio Studi della Camera di Commercio. Le difficoltà che ancora assillano le famiglie pisane come l'aumento della cassa integrazione straordinaria, cresciuta di ben sette volte rispetto allo scorso anno, la dinamica non esaltante delle retribuzioni, +1,8% a livello nazionale, ed il forte incremento dell'inflazione provinciale, +2,9%, fanno da sfondo ad una ulteriore flessione, -1,4%, delle vendite al dettaglio che accomuna la nostra provincia all'Italia, -1,5%, e alla Toscana, -1,3%. Vendite. La variazione delle vendite al dettaglio delle aziende commerciali con dipendenti, pur collocandosi all'interno di una fase negativa che si protrae da ben tre anni e mezzo, segnala tuttavia un rallentamento registrando un miglioramento di oltre un punto percentuale rispetto al trimestre precedente quando raggiungeva il -2,5%. A determinare questo recupero - ma è bene ribadire che si tratta pur sempre di un'ulteriore contrazione - contribuiscono il miglioramento registrato dalla piccola unità commerciale passata dal -3,9% del primo trimestre al -1,2% del secondo e dagli esercizi specializzati in prodotti alimentari passati dal -3,3% al -0,1%. La novità del trimestre è rappresentata dalla piccola distribuzione (1-5 addetti) che mette a segno il miglior risultato da quattro anni a questa parte (-1,2%). Migliora, lievemente, anche la congiuntura delle vendite delle medie strutture commerciali (6-19 addetti) -2,5%, mentre la grande distribuzione (unità con 20 addetti e oltre), dopo un solo trimestre, torna in terreno negativo (-1,1%). I singoli settori. All'interno dei diversi settori di attività spicca il recupero dell'alimentare (passato dal -3,4% al -0,1%) mentre il non alimentare, pur migliorando, (-2,2% nel secondo trimestre) fa registrare il risultato peggiore tra tutti i comparti. Si difendono, almeno in parte, i fatturati delle unità despecializzate (ipermercati, supermercati e grandi magazzini) che, pur passando in negativo (-0,1%), continuano nella fase di stagnazione in atto ormai dall'ultimo quarto del 2009. All'interno del non alimentare spicca la brusca caduta delle vendite di prodotti per la casa ed elettrodomestici (-6,2%). Unità commerciali. Crescono di 209 unità (+2,6%), tra giugno 2010 e giugno 2011, le unità locali commerciali attive. Tra i diversi settori spicca l'avanzata del commercio al dettaglio di prodotti non alimentari, +185 unità. Minore, invece, la crescita del commercio al dettaglio alimentare (+14 unità) mentre gli ipermercati, supermercati e grandi magazzini arretrano leggermente. Tra i negozi di prodotti alimentari, avanzano gli esercizi specializzati (+20 unità) mentre flette il numero dei minimercati (-7). Quanto al non alimentare, diminuiscono i negozi di abbigliamento e accessori (-14) mentre le unità locali che vendono prodotti per la casa ed elettrodomestici, avanzano di 4 unità. In questo raggruppamento a crescere sono soprattutto gli altri prodotti non alimentari al cui interno spicca il commercio al dettaglio ambulante (+99 unità). Le attese. L'indagine segnala un miglioramento delle attese degli imprenditori del commercio in merito alle vendite del terzo trimestre. Il saldo fra coloro che si attendono un aumento delle vendite e coloro che, invece, prevedono una diminuzione risale dai +7 punti percentuali del secondo trimestre ai +9 del terzo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
