Sicurezza
Secondo Marianetti è mancata la discussione su un insediamento, proposto dal Comune, che aveva tutti i requisiti
«Ikea aveva l'area già pronta a Migliarino»
Daniele Benvenuti
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Lingresso a Migliarino, a due passi dallautostrada Il Pd vecchianese replica al colosso svedese dopo l'annuncio ufficiale del ritiro
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PISA. «Ikea continua ad annunciare il ritiro del suo progetto per Vecchiano, ma non ha mai dato una risposta convincente alla proposta fatta dal Comune di dieci ettari nell'area industriale, commerciale e artigianale di Migliarino. Questo è il punto vero, e sul quale ancora oggi si continua a non rispondere». È quanto afferma il segretario del Pd Vecchianese, Massimo Marianetti. Il segretario del Pd vecchianese torna sulla questione legata all'insediamento del colosso svedese dopo l'intervista dell'ad di Ikea Italia Lars Petersson in cui ribadiva la chiusura definitiva del capitolo Vecchiano. «Gli annunci di un abbandono definitivo si sono susseguiti negli anni - insiste Marianetti -, e sono sempre stati usati per sollecitare una decisione da parte dell'amministrazione (a esclusivo favore dei proponenti e dei progettisti), distogliendo l'attenzione dell'opinione pubblica dalle modalità fortemente discutibili con le quali il progetto è stato portato avanti dagli stessi progettisti all'interno della programmazione del Piano Strutturale, mediante un'osservazione che valeva quanto tutto il dimensionamento del Piano e su un'area agricola. Perché, invece, non si vuole discutere l'insediamento in un'area infrastrutturata e programmata per le attività produttive - dice ancora il segretario del Pd -, che offre tutti i requisiti? Il Pd di Vecchiano ha detto sì all'insediamento Ikea nell'area di via Traversagna (a ridosso dello snodo autostradale) e ha detto no alla speculazione. L'amministrazione ha ritenuto positivo l'insediamento Ikea, proponendo al tavolo regionale un'area che è molto grande, anche rispetto a quelle che sono disponibili a Pisa e a Cascina; e lo ha fatto - conclude Marianetti - nella trasparenza di rapporti istituzionali, senza preclusioni ideologiche, ma con la consapevolezza che l'attuale scenario economico imponga a tutti il rispetto delle regole».
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