Il dolore
Hotel, un euro in più a stella
Francesco Loi
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Turisti in piazza dei Miracoli: pernottamenti in crescita Rispunta la tassa di soggiorno da applicare in base al livello dell'albergo
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PISA. Ogni stella, un euro. In pratica: cinque euro in più, a notte, negli hotel a cinque stelle. E un euro in più, a notte, nelle strutture ad una stella. Sarà applicata così, a Pisa, la tassa di soggiorno. Non per tutti uguale. Come a Firenze. Per ora è solo un'ipotesi, ma a Palazzo Gambacorti ci stanno pensando più che seriamente. Si avvicina il momento del bilancio. E davanti ai numeri, nudi e crudi, la giunta comunale inizia ad avere più di un grattacapo. «Berlusconi non vuole infilare le mani in tasca agli italiani, ma mette gli altri nei guai: dobbiamo tagliare i servizi per far vedere le colpe del governo?», è lo sfogo dell'assessore al bilancio Giovanni Viale. Che elenca tutti i segni meno alle varie voci, a cominciare da quelli delle manovre che si stanno susseguendo. «Meno 1,5 milioni di euro nel 2011. Meno uno nel 2012. E fanno 2,5. Sommati ai tagli precedenti arriviamo a 6. Mettiamoci poi l'Ici, per noi da quasi 11 milioni, che ci è stata restituita con ritardo e comunque fino al 2010. In più ci sono i tagli dei trasferimenti dallo Stato alla Regione, con la conseguenza che avremo meno soldi per il fondo sociale e il trasporto pubblico». In attesa di capire cosa ne sarà del preannunciato inasprimento del patto di stabilità. Ai Comuni virtuosi sarà evitato, ma Pisa rientra tra questi? Una classifica nazionale, riportata dai quotidiani economici, dava Palazzo Gambacorti all'ottavo posto. I criteri però non sono ancora stati resi noti. Per Pisa balla, nel periodo 2011-2014, qualcosa come 19-20 milioni. I servizi a rischio? Quelli sociali in prima fila. Tipo le rette degli asili, l'assistenza agli anziani, le integrazioni all'affitto per le fasce più deboli della popolazione. L'alternativa che si affaccia, per il Comune, è ricorrere ad altri strumenti per rimpinguare le tasse, a costo di andare contro più interessi. Ecco allora rispuntare vecchie idee. Come la tassa di soggiorno, appunto. Che a Pisa, forte di 1,6 milioni di pernottamenti all'anno (in crescita), porterebbe in media un possibile introito di 4 milioni. Con quell'accorgimento di una tassa più alta, progressivamente, per il turista che ha maggiore capacità di spesa: un euro a stella. «Ma non c'è niente di deciso su alcun fronte», precisa Viale. Che ricorda gli sforzi fatti per ridurre l'indebitamento di 5 milioni di euro nell'arco di tre anni, dopo le politiche in questo senso già attuate da Fontanelli. Gli altri fronti cui si riferisce l'assessore sono l'introduzione della tassa di scopo (di cui parliamo a parte) e l'addizionale Irpef, a Pisa sempre rimasta in questi anni al valore minimo dello 0,2% e applicata a tutti i redditi. Il governo, dopo un periodo di blocco, ha concesso la possibilità di aumentarla. Il tetto è ora allo 0,8%: quattro volte di più. L'ipotesi, in sede locale, è semmai quella di un raddoppio ed a scaglioni di reddito. Uno sguardo è stato gettato anche alla Tarsu, la tassa sui rifiuti, altra leva possibile.
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