Proteste
I musei scommettono sull'effetto traino
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Lingresso di Palazzo Reale e a sinistra linsegna del museo San Matteo Mostra su Vasari al San Matteo, "Città degli arazzi" a Palazzo Reale
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PISA. Cosa si appresta a fare la città, a livello culturale, per cogliere al meglio la presenza di decine di migliaia di visitatori che verranno per la mostra di Picasso e promuovere così i suoi musei? Già da un po' di tempo è in cantiere una sorta di rilancio dell'offerta culturale, sia da parte dell'amministrazione comunale che da parte dei musei più importanti della città. «Da parte nostra - dice Dario Matteoni, direttore dei musei di palazzo Reale e del San Matteo - abbiamo in programma iniziative di un certo interesse. Intanto, al San Matteo, sta entrando nel vivo il restauro del polittico di Simone Martini. Abbiamo in programma visite guidate e incontri. A novembre, poi, partiremo con alcune iniziative legate a Vasari. Faremo visite guidate al museo attraverso le opere più importanti e significative del grande maestro del Rinascimento, custodite nei depositi del lungarno. È una sorta di rilettura del museo attraverso gli occhi del Vasari». Ma c'è ancora di più. «Apriremo sempre in San Matteo - dice Matteoni -, una mostra dei modelli della chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano, da quelli della facciata agli studi di Pasquale Poccianti che vinse nell'Ottocento il concorso per rinnovare drasticamente il volto della chiesa». Ma ci saranno novità anche per palazzo Reale. Sarà infatti collocato un altro arazzo di un nucleo di 35 "panni" medicei, databili tra il Cinquecento e il Seicento, dopo quello che raffigura "Lorenzo il Magnifico che incoraggia le arti". Questo ulteriore passo fa parte di un più ampio progetto museologico dal titolo "La città degli arazzi" che prevede il recupero di tutto il nucleo che sarà in parte finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, con l'esposizione nelle prime quattro sale del museo. Infine, sempre a palazzo Reale, sarà rinnovata e migliorata la leggibilità del museo stesso. Come già in passato, in presenza di grandi eventi, l'assessorato alla cultura del Comune, metterà su una serie di iniziative, in particolare quattro lezioni sull'arte presso il centro espositivo di San Michele degli Scalzi, tenute da quattro studiose. Varie iniziative sono in programma anche a palazzo Lanfranchi, sede del museo della grafica. Qui si potrà ammirare fino al 20 novembre "L'Ottocento francese" con novanta incisioni di Renoir, Manet, Pissarro, Corot e altri. Esse provengono dalle collezioni del museo della grafica e da un collezionista privato. In mostra anche due abiti di scena della Fondazione Cerratelli. Qui sono in programma visite guidate gratuite serali, concerti, conferenze e laboratori didattici. «È una bella mostra sull'Ottocento francese - dice l'assessore alla cultura Silvia Panichi -, in un momento in cui l'arte rinnova la sua tradizione anche a contatto con la cultura giapponese e prende spunti da tecniche come l'incisione e la fotografia. Una mostra così ricca a Palazzo Lanfranchi serve ad aprire la città a note diverse, più europee. Ecco l'aggancio con la grande mostra di Picasso». «La mostra - dice il direttore del museo della grafica Alessandro Tosi - è dedicata a un momento della storia dell'incisione moderna, tra romanticismo e impressionismo, con le opere rappresentative di Corot, Delacroix, Daumier, Manet, Renoir, Toulouse Lautrec, Pissarro e altri autori meno conosciuti, ma importanti, come Meryon, Buhot e Helleu». M.B.
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