Il Tirreno

Pisa

Benzina aIle stelle ma prezzi differenti fino a 20 centesimi

Antonio Scuglia
Benzina aIle stelle ma prezzi differenti fino a 20 centesimi

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 PISA. Nulla più del costo della benzina dà il senso della precarietà della vita. E' difficile che per una settimana consecutiva resti lo stesso (e non diminuisce mai): abbiamo fatto il giro, telefonico e "live", di quasi trenta distributori pisani, per confrontare i prezzi: trovate alcune delle migliori offerte di ieri, a titolo esemplificativo, nelle tabelle a fianco, ma anche altri distributori riescono a fare sconti per venire incontro ai clienti.  E già stamani, purtroppo, potrete vedere che durante la notte da qualche parte le cose sono cambiate: l'Iva applicata sui carburanti passerà dal 20 al 21%, con un effetto rialzista sui prezzi al consumo di 1,32 centesimi per la benzina e di 1,22 centesimi per il diesel. Il prezzo medio (in modalità servito) ieri andava dall'1,626 degli impianti Esso all'1,632 di Q8 e TotalErg (no-logo in salita a 1,536). Per il diesel si passava dall'1,501 di Esso all'1,511 di TotalErg (no-logo a 1,403).  A Pisa centro le rilevazioni effettuate confermano, con qualche piccola modifica, i dati pubblicati dal sito prezzibenzina.it, che ha stilato una classifica dei distributori più convenienti. A confrontare tutti i prezzi, effettivamente ci si accorge che alcuni gestori che sono un po' più cari sul "servito", però fanno risparmiare di più sul "self" o sullo stesso "self" applicato la notte e negli orari di chiusura del distributore "umano".  Molti cercano di migliorare le condizioni proposte dalle compagnie diversificando l'offerta a seconda dei giorni della settimana; tantissimi associano alla vendita del carburante iniziative collaterali, come chioschi di accessori, attività di autolavaggio, con un solo scopo: arrivare in qualche modo in fondo al mese. «Già - spiega con una punta di amarezza Adriano Rapaioli, coordinatore della Faib Confesercenti, - come consumatori additiamo ai gestori il caro benzina, senza sapere che loro sono l'ultimo anello della catena e che i loro guadagni sono irrisori, al limite del sostentamento».  Le cifre sono spietate: oggi, su un euro e 60 centesimi che paghiamo al distributore, 70 centesimi se li dividono allegramente gli sceicchi e i petrolieri, 26 se li prende lo Stato con l'Iva e 61... se li prende pure lo Stato con l'accisa, ovvero le tasse. Senza temere il ridicolo, in questi 61 centesimi rientra anche il contributo per la guerra in Abissinia, introdotto nel 1938. Vagli a spiegare che quella guerra poi è finita. Al benzinaio restano 3-4 centesimi. E negli ultimi 2 anni le vendite sono calate del 15%, e con esse i magri ricavi degli stessi distributori.  Ma perchè in altri Paesi che, come l'Italia, non producono petrolio, la benzina è meno cara? Semplice, lo Stato è meno avido, ma anche qui potremmo fare qualcosa.  Spiega Rapaioli: «Fin da marzo abbiamo contribuito a preparare un disegno di legge per la liberalizzazione del mercato: ogni benzinaio non sarebbe più costretto a prendere il carburante da una sola compagnia, tutti potrebbero diventare no-logo (oggi a Pisa ce n'è uno solo: quello di Sant'Ermete, ndr), pagherebbero di meno e le famiglie risparmirebbero 450 euro all'anno». (Ha collaborato Giulio Tavoni)

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