Il Tirreno

Pisa

Gli indirizzi più gettonati sono medicina, veterinaria, economia e lingue; numerosi iscritti anche per le specializzazioni

Ateneo, boom di studenti extracomunitari

Alcuni studenti agli sportelli del centro Matricolandosi dell’Ateneo; in crescita quelli che provengono da Paesi non comunitari
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Alcuni studenti agli sportelli del centro Matricolandosi dell’Ateneo; in crescita quelli che provengono da Paesi non comunitari

Previste più di 400 matricole provenienti soprattutto dall'Est Europa e dalla Cina

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 PISA. «Ho deciso di venire a Pisa per provare ad entrare alla facoltà di medicina e chirurgia, perchè qui ho alcuni cugini e un amico; e anche perchè l'Università è molto conosciuta nel mio Paese», racconta Jorin Veizaj, 19enne di Valona (Albania).  Jorin è uno dei numerosi studenti extracomunitari che in questi giorni si stanno recando al Centro Matricolandosi per iscriversi alla nostra Università. Alla fine saranno più di 400 gli immatricolati provenienti da Paesi non comunitari e oltre 2mila gli iscritti complessivi, un numero che rappresenta quasi il 5% degli oltre 50.000 studenti dell'Ateneo. Buona parte di questi ragazzi risiede da anni in Italia con la famiglia, ma è in costante aumento anche il numero di coloro che si trasferiscono dall'estero.  Le principali aree di provenienza sono tre: l'Europa dell'Est, con in testa Albania e Romania; il mondo arabo, sia dalle nazioni del Nord Africa che da quelle del Medio Oriente; la Cina, in vertiginosa crescita dopo l'avvio del progetto "Marco Polo".  Gli studenti di ognuna di queste aree si indirizzano solitamente verso settori mirati. Così, i cinesi vengono per studiare in prevalenza economia; gli arabi per l'area medica e veterinaria; quelli dell'Est Europa soprattutto per imparare le lingue.  Non mancano (10-20 casi all'anno) giovani che, dopo aver conseguito la laurea triennale nel Paese di origine, scelgono Pisa per continuare gli studi specialistici. E' il caso, per esempio, di Gasmi Mohamed Marouane, 26enne di Tunisi, laureato in matematica e giunto a Pisa per iscriversi al corso magistrale in matematica o a quello in ingegneria civile. «Mi è capitato - dice - di vedere la Torre Pendente in un film. Da allora coltivo il sogno di venire qui a studiare».  La scelta è spesso dettata da motivazioni pratiche. Nel nostro Paese, infatti, le tasse universitarie sono più basse rispetto alle principali nazioni europee o agli Stati Uniti ed i servizi per il diritto allo studio sono più estesi.  Le note dolenti? Da poco il ministero subordina la possibilità di iscriversi ai corsi a numero chiuso all'ottenimento di un punteggio minimo ai test di accesso. «Abbiamo avviato le pratiche prima dell'emanazione di questa circolare - ripetono molti ragazzi - altrimenti, seppure a malincuore, avremmo optato per un altro Paese, più disponibile ad accoglierci».

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