Il dolore
Napolitano battezza la nuova Domus
Francesco Loi
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Sopra e a fianco il cantiere della Domus Mazziniana come si presenta oggi L'evento il 20 ottobre per il taglio del nastro alla palazzina dedicata a Mazzini
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PISA. Slitta di un mese, da martedì prossimo al 20 ottobre. Ma nella nuova data il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sarà sicuramente a Pisa per il battesimo della ristrutturata Domus Mazziniana, come Il Tirreno aveva anticipato nello scorso marzo. Si lavora senza sosta nel cantiere di via Mazzini (appunto). «E stiamo perfettamente rispettando i tempi», assicura il direttore della Domus, Pietro Finelli. Il recupero della casa dove Giuseppe Mazzini morì il 10 marzo 1872 è uno dei «tre interventi nazionali più importanti nell'anno del 150º dell'unità d'Italia», ha detto Paolo Peluffo, consigliere della presidenza del consiglio. Un intervento quasi da 2,5 milioni di euro, «per chiudere la negativa parentesi del commissariamento e restituire la Domus al livello scientifico e culturale che le compete e che è certamente di livello internazionale». In una delle facciate dell'edificio sarà posizionata una lastra che riporterà in epigrafe il giuramento della Giovine Italia. Il manoscritto sarà custodito all'interno del museo rinnovato e della biblioteca. Intanto, i primi risultati si cominciano a vedere: sono terminati i lavori in muratura e di impiantistica, ora si lavora alle opere per la sicurezza. Mentre la prossima settimana ci si dedicherà agli arredi, ma anche alla biblioteca e alle teche. Poi si riunirà il comitato scientifico per definire l'organizzazione del nuovo museo. Così come, sempre la prossima settimana, si terrà in Prefettura il summit che dovrà iniziare a definire il rigido cerimoniale che sempre caratterizza le visite del Presidente della Repubblica. Pisa, di fronte agli occhi di Napolitano, vuole farsi bella lungo i percorsi ed i ricordi del suo Risorgimento. Si è partiti già all'inizio dell'anno con la statua di Mazzini, nell'omonima piazza di fronte alla Prefettura, restituita al suo bianco marmo. E nei prossimi giorni si cercherà a tempo di record di dare una bella sistemata anche alla statua di Garibaldi ed a quella di Vittorio Emanuele II, nella piazza ancora largamente sede del cantiere avviato con il parcheggio sotterraneo. Proprio per piazza Vittorio ancora sottosopra, pensando all'ormai imminente arrivo di Napolitano alla Domus, che si trova a due passi, l'intenzione è quella di migliorarne per quanto possibile l'aspetto. Anzitutto con aiuole fiorite ad ingentilire il lato di Corso Italia e poi del ristorante Spartaco. Una volta che sarà stata riaperta nella nuova veste, sulla Domus ricadranno notevoli aspettative e necessari costi di gestione. Si parla di 100mila euro l'anno per un centro studi che produca attività scientifiche di livello.
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