La manifestazione
«La manovra massacra i Comuni»
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I sindaci in corso Italia A destra il sindaco di S. Maria a Monte sale con i colleghi sullautobus per venire alla manifestazione Lo sfogo dei sindaci al palazzo del governo: basta con i tagli alle città
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PISA. Una trentina di sindaci o loro delegati, provenienti da tutta la provincia, ieri mattina sono sfilati in fascia tricolore da piazza Vittorio attraverso corso Italia fino al palazzo di governo, dove hanno restituito simbolicamente al prefetto Antonio De Bonis le deleghe su anagrafe e stato civile. La protesta, analoga in tutta Italia e promossa dall'Anci, l'associazione dei Comuni, era contro i tagli agli enti locali operati dalla manovra finanziaria. Per Pisa c'era il vicesindaco Paolo Ghezzi: il primo cittadino Marco Filippeschi (che tanto si è battuto per la "causa") è partito per la Cina, dove una delegazione del Comune è attesa nella città gemellata di Hangzou. E molti dei "colleghi" dalla provincia hanno raggiunto Pisa in bus: un mezzo per evidenziare il valore del trasporto pubblico, uno dei settori più penalizzati dai tagli lineari che il governo ha predisposto per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Il gruppo di rappresentanti istituzionali ha formato un corteo dietro uno striscione: «Non si tagliano le città», su cui l'immagine di un paio di forbici rafforza il gioco di parole. Durante il passaggio in corso Italia i sindaci hanno distribuito un volantino che spiegava le ragioni della manifestazione: «Lo Stato continua a sprecare e noi siamo costretti ad aumentare le tasse o a chiudere i servizi». I turisti stranieri hanno apprezzato il folklore e scattato numerose foto al drappello bianco, rosso e verde. Mentre i cittadini hanno letto il foglio loro distribuito: «Non stiamo facendo la protesta della "casta". Se ci verrete a trovare, apriremo le porte del nostro Comune». Infatti, dalle 12, gli uffici erano a disposizione per chiarimenti sulle conseguenze della manovra finanziaria. Ma l'obiettivo era la prefettura. Alle 11,15 tutti i sindaci sono stati ricevuti da De Bonis, che li ha ascoltati. Hanno parlato in tanti; il primo è stato Ghezzi: «La nostra è una protesta simbolica, perché non vogliamo arrecare danno alla normale attività per il cittadino. Ma le vogliamo rappresentare la difficoltà che gli enti locali vivono». Senza nominarlo (sarà più esplicito qualcun altro primo cittadino), Ghezzi invoca un allentamento del patto di stabilità: si riconoscano le «nostre autonomie». Poi il vicesindaco denuncia che «la manovra incide dove gli sprechi non ci sono», cioè sui Comuni. Paolo Panattoni, sindaco di San Giuliano, trova «condivisibile il principio della Finanziaria», in base al quale a tutti tocchino i sacrifici. Però, nota, «lo strumento» con cui esso è tradotto finisce per toccare quasi esclusivamente i Comuni, «un baluardo» delle istituzioni. Concetto ampliato dal sindaco di Santa Maria a Monte: David Turini fa l'esempio di una scuola in cui il personale o gli insegnanti non sono pagati; figure a "carico" di altri enti, ma «quando poi la scuola non funziona, i cittadini vengono a cercare noi». Il pericolo è che si appanni il «punto di contatto più vicino con le persone» e che si crei sfiducia indifferenziata in tutte le istituzioni. Numerico, invece, è il caso portato da Simone Millozzi (Pontedera): la Società della salute in Valdera passa da un milione a 172mila euro in un anno. E non mancano le battute di altri: «Chiudete i piccoli Comuni, ma con un consigliere regionale si mantiene tutta la Bassa Valdicecina». Il prefetto ascolta tutti e riceve una lettera su carta intestata per ciascuno dei sindaci presenti: il testo è lo stesso per tutti, cioè la restituzione delle deleghe, mentre cambia solo il gonfalone. Agli atti è messa una copia unica, firmata da tutti. Il prefetto con una battuta cerca di allentare la tensione: «È una soddisfazione vedervi tutti. Mi fa piacere avere tutti i rappresentanti dei cittadini». Poi garantisce l'impegno: «Senza entrare nel merito delle questioni da voi sollevate, prendo atto delle manifestazione simbolica e riporterò fedelmente in sede centrale le ragioni del vostro disagio». Alla manifestazione arriva il sostegno della Cgil e del Pd provinciale. ALTRI SERVIZI A PAGINA 5
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