Il Tirreno

Pisa

IL PUNTO SULLE INDAGINI

In quel garage ha sparato subito, poi si è puntato l'arma alla tempia

C.V.

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 PISA. L'autopsia sui corpi di Bernardo e Maurizio Bandettini, eseguita all'istituto di medicina legale ieri dal dottor Alessandro Bassi Luciani, ha confermato che di omicidio-suicidio si è trattato e la giustezza della dinamica ricostruita fin dai primi momenti, cioè quella di una tragedia familiare, anche per l'arma ancora in mano in figlio. Intervenuti per primi nel garage sotterraneo di via Pascoli, i carabinieri hanno subito scartato altre ipotesi. L'ultimo proiettile, il terzo, che Bernardo aveva riservato per sé, sparandosi alla tempia destra, era uscito infatti dal finestrino posteriore sinistro dell'Audi 8 nuova fiammante del padre. Non poteva trattarsi di una rapina o di un agguato, ma purtroppo di una disgrazia che si era consumata nei rancori covati in famiglia.  Il dottor Bassi Luciani ha eseguito dapprima, ieri mattina, l'esame autoptico sul corpo di Bernardo Bandettini, mentre nel pomeriggio ha iniziato quello sulla salma del padre. È stata ricostruita la traiettoria dei colpi, e sono stati fatti dei prelievi ematologici sulle salme per ricostruire, per quel che può valere, l'ora esatta della morte, collegabile fra l'ora dell'appuntamento e quella del ritrovamento dei corpi esanimi, dunque fra le 8 e 11.20 di martedì sera. All'esame serviranno anche i prelievi del materiale ematico trovato sull'auto. Questo, ripetiamo, potrà dire solo se fra padre e figlio ci sia stato un ulteriore colloquio e qualche discussione o se la tragedia, come tutto lascia supporre, si sia consumata subito. Tutto indirizza verso questa ipotesi, altrimenti, se avesse voluto solo parlargli, Bernardo non si sarebbe portato la pistola in tasca. Magari per qualche minuto può avergli detto tutto quello che aveva nel cuore e che forse non aveva mai trovato il coraggio di dirgli pienamente: ma questo è un dettaglio che svanisce con loro. L'ipotesi più probabile per gli inquirenti dunque resta quella di un gesto immediato: Bernardo entra in macchina sul sedile posteriore dietro al padre (non può sedere accanto al guidatore perché il lato destro dell'auto parcheggiata è a filo muro) e spara. Alle 8.30 tutto è già compiuto.  Il professor Bandettini stava vendendo una delle poche proprietà rimaste nelle sue mani, la villa di Montenero in cui aveva vissuto con la seconda moglie. Mentre ristrutturava una casa appena acquistata in via Bixio, si era stabilito in un appartamento in uno dei palazzi di famiglia, in Corso Italia, con la compagna e la bambina che la donna aveva avuto da una precedente relazione.

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