Finanza
Scuola, troppe classi pollaio
Lucia Maffei
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Alcuni ragazzi davanti alle scuole nel giorno della prima campanella Protestano i presidi, tagli anche al personale amministrativo
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PISA. «Una classe prima in più e un assistente amministrativo in meno». Suona la prima campanella dell'anno scolastico e i malumori di alcuni presidi delle superiori vengono a galla, anche se in generale la partenza è buona. A sfogarsi per primo è Odoardo Fontani, preside dell'istituto industriale Da Vinci, che nella scuola di via Contessa Matilde segnala due problemi distinti: classi prime troppo affollate e la mancanza di personale amministrativo, diminuito da 6 a 5 unità rispetto allo scorso anno. «Viviamo la situazione come una grande ingiustizia - commenta Fontani - Secondo le tabelle degli organici, come scuola con più di 600 studenti avremmo diritto a sei assistenti amministrativi. È una proporzione stabilita; eppure l'assistente amministrativo che ha chiesto il trasferimento alla fine dell'anno scorso non è stato rimpiazzato, senza spiegazioni». La certezza della mancata sostituzione si è avuta a metà luglio, ed è stata un fulmine a ciel sereno. «A giugno ho vidimato volentieri la richiesta di trasferimento del collaboratore amministrativo che se ne andava proprio perché confidavo nella norma ferrea che garantiva sei membri del personale: dovevo forse ledere il diritto al trasferimento di quel lavoratore? No di certo, ma ho l'impressione che qualcuno abbia colto la palla al balzo per tagliarci le risorse». L'amarezza per la situazione si aggiunge a quella per l'altra sconfitta sul numero delle classi prime. «Abbiamo i numeri per attivare sette classi prime, due in più dell'anno scorso. E invece? Ne partono solo sei, di conseguenza superaffollate, da 30 ragazzi ciascuna, che per di più contano tra gli alunni due portatori di handicap». Problemi di affollamento si registrano per la prima volta anche al tecnico per attività sociali Gambacorti, che da quest'anno ospita al secondo piano sei classi dell'alberghiero Matteotti. «Il rapporto tra numero degli studenti e spazi disponibili è ormai al limite - spiega Grazia Rossini, fiduciaria della preside del Gambacorti -. A causa della decisione della Provincia di spostare qui la succursale di via Gioberti del Matteotti, gli spazi si sono ridotti di un intero corridoio. Del resto, anche i nostri numeri parlano chiaro: abbiamo due classi prime da 29 alunni e una da 22 con un ragazzo gravemente disabile, e due classi seconde che sfiorano la trentina di unità». Non che l'alberghiero se la passi meglio quanto a prime-pollaio. Nella sede centrale del Matteotti si contano due classi prime da 30 alunni ciascuna, cinque prime da 29 ragazzi e altre quattro classi prime con 28 iscritti. Per niente preoccupati di avere tanti compagni di classe sembrano i diretti interessati, ovvero i "primini" che ieri hanno varcato per la prima volta la soglia del Matteotti, del Gambacorti, del Da Vinci, dell'istituto per geometri Santoni, del classico Galilei, della ragioneria Pacinotti, del professionale Fascetti e dei licei Russoli e Carducci. «È stata proprio una bella mattinata - raccontano Francesca, Beatrice e Sara, uscite alle undici dalla loro prima volta in quarta ginnasio - Più di tutto ci è piaciuto il discorso della professoressa di greco e latino, che ci ha spiegato che non esistono lingue morte se si continua a studiarle». C'è chi ha fatto un tema di presentazione, come Ilenia del Matteotti, e chi ha inaugurato la scuola nuova con un bel ripasso di matematica, come Sara del Santoni. Le prime del Buonarroti cominciano oggi la loro avventura, mentre al Dini le lezioni sono iniziate lunedì.
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