Il Tirreno

Pisa

Scuola, 170 posti in meno

Sofia Casablanca
Alunni in classe durante una lezione
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Alunni in classe durante una lezione

La Cgil: i genitori saranno costretti a pagare l'istruzione

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PISA. Oggi la prima campanella suona all'insegna dei tagli. Agli esordi del nuovo anno le scuole della provincia di Pisa perdono almeno 173 posti di lavoro per docenti e personale Ata. Questi i calcoli fatti dal sindacato Cgil che parla di un progressivo smantellamento dell'istruzione pubblica cominciato tre anni fa. Insomma, le prospettive - denuncia il sindacato di viale Bonaini - sono tutt'altro che rosee per docenti, alunni e famiglie.  Con le manovre finanziarie di tre anni fa, fino alle ultime di questo agosto, la provincia di Pisa ha perso 661 posti di lavoro nelle scuole, a fronte di un aumento del numero degli alunni: 1.163 in più.  I numeri sono stati forniti ieri dalla Federazione dei lavoratori della conoscenza (Flc) della Cgil.  «Non si può risparmiare sull'istruzione, ma puntare su di essa, specie in momenti di crisi - dice Daniela Fabbrini, segretario generale di Flc -. Dal 2008 il governo, invece, non fa che tagliare posti di lavoro nelle scuole e fondi per le attività didattiche, incidendo gravemente non solo sulle condizioni dei lavoratori, precari e non, ma anche sulla qualità dell'istruzione dei giovani, aggravando così una situazione già critica».  Vediamo in concreto quali saranno i problemi più gravi che le scuole della provincia si troveranno ad affrontare durante il nuovo anno scolastico.  «Molte classi - sostiene Gabriella Bresci, segretaria della Flc - sono state accorpate a causa del minor numero di docenti. In più sarà difficile garantire insegnanti di sostegno a tutti gli alunni che ne avranno bisogno. Il taglio del personale Ata, cioè di ausiliari, tecnici e amministrativi, oltre a rendere improponibili i turni per chi ha mantenuto il posto di lavoro, non garantirà un'adeguata sorveglianza».  Inoltre sono stati eliminati i fondi per l'ampliamento dell'offerta formativa, e a pagarne il prezzo saranno le attività didattiche di laboratorio, recupero e potenziamento, e le attività extra come il teatro, la musica e molto altro.  «Anche se le effettive conseguenze di questi tagli verranno a galla in tutta la loro gravità nel corso dell'anno», ha concluso Alberto Cecchini, coordinatore precari di Flc.  «In più - aggiunge Giuseppina Sandroni, responsabile organizzativa di Flc - ci sono stati il blocco dei contratti fino al 2014, voluto anche questo dal governo, e il congelamento degli scatti d'anzianità. Le decisioni dell'esecutivo nazionale impediranno un ricambio dei docenti e i precari resteranno tali ancora per molto».  La Federazione dei lavoratori della conoscenza si è dichiarata pronta a condurre un'intensa campagna informativa per le famiglie, non ancora consapevoli di cosa le aspetta.  Se non si porrà rimedio - afferma la Cgil -, dovranno essere i genitori a finanziare, più di quanto non si faccia già ora, l'istruzione dei loro figli.  «La Regione Toscana - conclude il sindacato - ha già fatto molto in questi tre anni per colmare i vuoti lasciati dai tagli del governo, ma non si sa per quanto ancora ciò basterà. Partiremo da domani (oggi, nda) con una capillare attività di volantinaggio nell'intera provincia pisana».

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