Sicurezza
In settecento hanno ballato alla festa calabrese
Una tarantella contagiosa
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SAN GIULIANO. Lira calabrese, zufolo, organetto, chitarra battente, mandolino e tamburelli... questi gli ingredienti dello spettacolo "Taranproject" di Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea di sabato scorso nella suggestiva cava di nord-est. Si è così chiusa con un bagno di folla la sezione degli "eventi in cava" del Settembre Sangiulianese, scandita dalla incalzante tarantella calabrese suonata dal gruppo di Mimmo Cavallaro e ballata in modo estemporaneo dalle oltre 700 persone. «Con questo concerto - ha spiegato l'assessore alla cultura, Fabiano Martinelli nel suo saluto iniziale - vogliamo rendere omaggio alla Calabria e al suo folclore, in modo da promuoverne il patrimonio culturale che parla la lingua universale della musica». «Del resto - ha sottolineato Mimmo Cavallaro durante il concerto - la terra calabrese è ricca di tradizioni e di valori che si ritrovano e si tramandano anche con la tarantella ed è quindi importante farli conoscere ed esportarli». Alla serata ha portato il saluto dell'Associazione Calabresi di Pisa, il presidente Pietro Cuzzola che ha ringraziato l'amministrazione comunale di San Giuliano per aver ospitato nel cartellone del settembre uno spettacolo dedicato al folclore calabrese.
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